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Occupazione suolo pubblico, pioggia di sanzioni sugli esercenti di Como

Confcommercio denuncia: "Le sanzioni di Ica sono scorrette"

Confcommercio Como ha chiesto e ottunuto un incontro all’assessore comunale, Marco Butti, per chiedere lumi ed esprimere serie perplessità in merito ai numerosi avvisi di accertamento riferiti al canone per occupazione di suolo pubblico emessi da Ica. Più precisamente, tali avvisi sono inerenti alle occupazioni di suolo dei cartelli di indicazione stradale delle attività economiche. 

L’associazione di via Ballarini stigmatizza il comportamento di Ica, che avanza richieste economiche riferite a ben cinque anni fa (gli avvisi, infatti, ineriscono al canone 2013), nei quali si contesta la mancanza di concessione, disquisendo sulla distinzione tra autorizzazione e concessione; si contesta il mancato pagamento quando, però, a nessuno sono mai stati comunicati importi e scadenze, e per tutto questo si applicano sanzioni.

Inoltre gli avvisi vengono recapitati due volte, in quanto in prima battuta Ica comunica la possibilità di riduzione delle sanzioni a un terzo se il pagamento avviene entro sessanta giorni, per poi accorgersi che tale previsione non è applicabile all'occupazione di suolo pubblico e quindi emettere nuovi avvisi che annullano i precedenti.

“Gli esercenti sono stanchi di dover sempre e in ogni caso pagare, quando altri (soprattutto soggetti pubblici o che svolgono un pubblico servizio) possono permettersi di sbagliare, annullare e far perdere tempo, a loro piacimento.” afferma il presidente Giovanni Ciceri.  
“L’associazione intende illustrare il problema all’assessore Butti e spiegargli che autorizzare un soggetto ad apporre un cartello, senza informarlo, né al momento né alle scadenze, dei termini di pagamento, per poi contestargli un pagamento tardivo e applicare sanzioni, è eticamente scorretto.”, prosegue il presidente Ciceri. “Senza considerare che l’accertamento è retroattivo di cinque anni e che pertanto quello che succede ora succederà anche negli anni successivi, con pesanti oneri, non previsti, a carico dell’esercente”.

“Non ha senso - conclude Ciceri - chiedere pagamenti riferiti agli ultimi cinque anni, a persone ignare di dovere un debito perché mai informate, questi avvisi devono essere annullati”.

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