Como, dipendenti delle mense scolastiche verso lo sciopero

Quasi 50 precari resteranno senza lavoro: dichiarato lo stato di agitazione

I dipendenti delle mense scolastiche del Comune di Como sono in stato di agitazione. Lo hanno reso noto il 14 febbraio 2018 i sindacati con un comunicato stampa unitario. Il motivo dell'imminente battaglia sindacale è da ricercarsi nella esternalizzazione del servizio cucine dei refettori scolastici comunali che porterà, già dal prossimo giugno, al mancato rinnovo di ben 47 lavoratori precari che diventeranno, quindi, disoccupati.

I sindacati hanno annuniciato lo stato di agitazione dopo l'incontro che si è svolto con l'amministrazione comunale il 12 febbraio 2018. 

"Occorre l’obbligo di ribadire - affermano Cgil, Cisl e Uil - che la ristorazione scolastica è un fiore all’occhiello dell’ente. I pasti forniti, ad un costo estremamente contenuto, sono di alta qualità e rispettano tutti i requisiti richiesti dai servizi sanitari di controllo. Nel corso degli anni le operatrici ed i responsabili hanno investito sull’innovazione, basti pensare alle minilinee o alle diete speciale. Tale patrimonio di competenze e saperi non può andare perduto. Siamo certi che l’esternalizzazione  parziale non potrà che portare, nel medio termine, alla dismissione totale del servizio, con un nocumento anche economico rispetto agli interventi sostenuti dall’amministrazione negli scorsi anni".

In particolare la critica è rivolta alla non volontà di realizzare il centro unico di cottura. "Non lo si può fare perché troppo costoso e realizzabile in tempi eccessivamente dilatati? - chiedono in modo retorico i sindacati -. Dov’è lo studio che lo comprova? Quali sono le perizie tecniche? Non c’è nulla La verità è che è molto più semplice affidare ad altri la gestione di un servizio complesso e disperdere un bene pubblico che farsene carico. Mai le organizzazioni sindacali sono state messe in condizione di affrontare una discussione nel merito, opponendo una pregiudiziale aprioristica.

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Nell'annunciare la volontà di aprire un percorso di mobilitazione che coinvolga anche l’utenza, le organizzazioni sindacali chiedono di nuovo e con forza che i lavoratori precari vengano assunti anche per la prossima stagione 2018/2019 e che si utilizzi tale lasso di tempo per individuare una forma di gestione condivisa.

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