Sacchetti ortofrutta a pagamento, il Codacons lancia la class action

L’associazione: chi ha pagato lo shopper pur avendo acquistato merce sfusa può denunciare il venditore

Una class action contro i sacchetti biodegradibili per frutta e verdura a pagamento. A lanciarla è il Codacons, rivolgendosi ai consumatori della Lombardia. 
La questione ormai è nota: dal 1° gennaio 2018 gli shopper per i prodotti ortofrutticoli sono diventati a pagamento, con un costo intorno ai 2 centesimi a sacchetto. Sui social è bufera e in questi primi giorni dell'anno la polemica è diventata virale anche a Como.
Motivo del contendere, in particolare, l'addebito del prezzo dei sacchetti anche quando si acquistano frutta e verdura sfusi, attaccando lo scontrino adesivo direttamente sul prodotto.
Giovedì 11 gennaio 2018 il Codacons ha lanciato sul proprio sito internet un'azione collettiva attraverso la quale i consumatori della regione possono contestare proprio questo punto, denunciando la prassi di molti esercizi commerciali di applicare il costo del sacchetto anche quando si acquistano prodotti ortofrutticoli sfusi.
“Siamo a favore di qualsiasi provvedimento a favore dell’ambiente, ma la questione dei sacchetti biodegradabili, così come recepita in Italia, assomiglia più ad una truffa legalizzata che ad una misura per ridurre l’inquinamento da plastica – spiega il presidente del Codacons – Questo perché non può essere imposto all’utente il pagamento dello shopper anche nel caso in cui il consumatore acquisti beni sfusi, attaccando lo scontrino direttamente sul prodotto ortofrutticolo pesato”.
Con questa azione il Codacons mette a disposizione dei cittadini che hanno acquistato articoli alimentari freschi e sfusi senza chiedere il sacchetto bio, ritrovandosi però addebitato sullo scontrino il costo dello shopper, una denuncia-querela attraverso la quale chiedere alle autorità competenti controlli e verifiche alla luce della possibile fattispecie di truffa ai sensi dell’art. 640 c.p. e/o qualsiasi altra fattispecie criminosa, e affermare la propria qualità di parte offesa nel caso in cui siano aperte indagini. Il Codacons ha inoltre inviato una formale diffida alla grande distribuzione organizzata e alle catene di iper e supermercati che operano anche in Lombardia, in cui si intima di permettere ai consumatori di introdurre nei punti vendita della regione buste della spesa e sacchetti riutilizzabili per imbustare frutta, verdura e altri generi alimentari, e di non addebitare loro alcun costo nel caso in cui non usino gli shopper forniti dall’esercizio commerciale.

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