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Rischio aumento prezzi benzina per i comaschi, colpa del referendum bocciato in Svizzera

Il referendum per l'aumento del costo del bollino per l'autostrada in Svizzera da 40 a 100 franchi è stato bocciato da cittadini elevetici (hanno detto NO il 69,7% dei ticinesi). L'esito del referendum oltreconfine potrebbe avere risvolti negativi...

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Il referendum per l'aumento del costo del bollino per l'autostrada in Svizzera da 40 a 100 franchi è stato bocciato da cittadini elevetici (hanno detto NO il 69,7% dei ticinesi). L'esito del referendum oltreconfine potrebbe avere risvolti negativi sul prezzo della benzina per gli italiani che abitano lungo la fascia di confine delle province di Como, Varese e Sondrio. Vediamo perché.

Da metà settembre lo sconto regionale sulla benzina per chi vive entro i 20 chilometri dal confine varia a seconda del prezzo vigente in Ticino in modo che i due prezzi (italiano e svizzero) siano sempre uguali cosicché agli italiani non convenga più varcare la dogana per fare il pieno. La bocciatura del referendum però impone alla confederazione elvetica di ricercare altrove le risorse economiche per finanziare le opere stradali (alle quali erano destinati propri i soldi in più derivanti dall'aumento del bollino). La Svizzera sta quindi pensando di alzare il prezzo della benzina per reperire quelle risorse. Quindi: se la Svizzera alzerà i prezzi dei carburanti lo sconto benzina della Regione Lombardia diminuirà per far sì che il prezzo pagato dai titolari della carta sconto sia uguale a quello praticato in Ticino dopo l'eventuale rialzo.

Sulla questione si è espressa Daniela Maroni (nella foto), consigliera regionale della Lombardia nonché ideatrice della carta sconto benzina: "Una riduzione dello sconto è normale che non farebbe la felicità dei cittadini, però dall'altra parte permetterebbe di mettere a disposizione le risorse investite da Regione Lombardia per un maggior numero di utenti".

Lo sconto sarebbe mediamente inferiore, ma potenzialmente spalmabile su un numero maggiore di utenze - che al momento, lo ricordiamo, sono circa 1 milione - e dunque su un territorio più ampio. "I lombardi chiedono con insistenza una terza fascia - ha commentato inoltre la Maroni - se in Svizzera dovessero decidere di alzare i prezzi credo che allora con l'assessore Garavaglia si potrebbe impostare un discorso concreto in questa direzione. Se le condizioni lo permetteranno, cercheremo di estendere lo sconto a un maggior numero di lombardi".

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