Per salvare l'azienda i lavoratori diventano imprenditori. E la trasformano in cooperativa

Come si salvano posti di lavoro? Come si salvaguarda una illustre storia aziendale? Come rilanciare l'impresa nella quale si lavora da decenni e che ora rischia di essere chiusa? Le risposte le hanno i dipendenti della Patrolline Group di...

Per salvare l'azienda i lavoratori diventano imprenditori. E la trasformano in cooperativa

Come si salvano posti di lavoro? Come si salvaguarda una illustre storia aziendale? Come rilanciare l'impresa nella quale si lavora da decenni e che ora rischia di essere chiusa? Le risposte le hanno i dipendenti della Patrolline Group di Albavilla, importante azienda nel settore dell'elettronica applicata ai sistemi antifurto di auto e moto. Quando a marzo la proprietà dell'azienda ha comunicato ai lavoratori l'intenzione (per una serie di problematiche economiche e strutturali) di chiudere l'attività, hanno dovuto scegliere tra l'affrontare il tradizionale iter di assistenzialismo (dallo stato di crisi alla disoccupazione) e il rimettersi subito in gioco. Hanno scelto la seconda via. Dopo un mese, ad aprile 2015, avevano già costituito una cooperativa e firmato il contratto d'affitto d'azienda con la proprietà. Con quali soldi? Con i loro tfr e i loro risparmi. Ovviamente non tutti i dipendenti hanno voluto aderire, e qualcun altro, a causa del loro ruolo non fondamentale per il rilancio dell'azienda è stato escluso nell'ambito della ristrutturazione aziendale. Ma su 17 dipendenti in 9 stanno partecipando a questa nuova vita professionale che li vede ora imprenditori di se stessi, tutti nella stessa squadra.

"E' una storia - ha commentato il presidente di Confcooperative Insubria, Mauro Frangi - che racconta un'Italia che riparte. Che racconta di persone che vogliono rimettersi in gioco con le proprie risorse". Angelo Chianese Il caso di Patrolline Group è stato presentato questa mattina (4 settembre 2015) nella sede comasca di Confcooperative, in via Anzi. Angelo Chianese, responsabile commerciale, ha illustrato il delicato e coraggioso passaggio che ha portato alla costituzione di una cooperativa interamente basata sulle forze umane e finanziarie dei suoi soci: "Sapevamo di lavorare per un'azienda molto valida nel suo settore. Sapevamo di avere una grande credibilità nei confronti dei nostri importanti clienti, come Ducati e Kimco nel settore delle moto. Quindi sapevamo di avere un patrimonio che non doveva essere perduto. Questo ci ha dato la forza per fare il salto da dipendenti a imprenditori. La sfida più delicata era trasformare l'azienda in cooperativa garantendo la continuità dei rapporti con i clienti per non perdere, appunto, la credibilità e gli ottimi rapporti di fiducia reciproca che avevamo e che continuiamo ad avere con loro. In questo passaggio è stato fondamentale l'aiuto di Confcooperative che ci ha seguito passo passo". patrolline-carolina-4set15 Una vicenda lavorativa, quella di Patrolline Group, dai risvolti umani e per certi versi sentimentali, come ha tenuto a raccontare Carolina Beretta, dipendente-socia della nuova cooperativa: "Quando lavori trent'anni nella stessa azienda la senti parte della tua vita. Una parte alla quale non sei disposto a rinunciare facilmente. Questa nuova sfida è uno stimolo a rimettersi in gioco e sono felicissima di come abbiamo intrapreso e stiamo portando avanti questo progetto che ci sta già gratificando". Una gratificazione, per il momento, più professionale ed umana che economica, visto che per amore del progetto i soci-lavoratori hanno deciso di ridursi lo stipendio del 25% sull'importo lordo rispetto a quanto percepivano in precedenza. Ma per loro non si tratta di una rinuncia: è piuttosto un investimento, sul loro futuro e su quello delle loro famiglie.

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