Da Como a Roma: pensionati lariani alla manifestazione del 16 novembre

Pullman e treni organizzati da Cgil, Cisl e Uil

Le categorie provinciali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato pullman e treni per la manifestazione del 16 novembre a Roma.
Fra le motivazioni della protesta, diverse richieste inascoltate dal governo: una legge nazionale sulla non autosufficienza, una vera rivalutazione delle pensioni e non quaranta centesimi in più il mese, la 14esima perché aiuta chi è più in difficoltà e tasse più basse perché se ne pagano troppe. Il 16 novembre sarà una giornata di lotta ma anche di orgoglio perché noi abbiamo ragione, e sbaglia chi non ci ascolta.

«Saremo in piazza con le nostre proposte e le nostre buone ragioni – commenta Marinella Magnoni, segretaria provinciale Spi Cgil - proposte e ragioni che riguardano non solo noi, ma tutto il Paese. In queste settimane, per farle conoscere e condividere, abbiamo organizzato unitariamente assemblee, volantinaggi e gazebo in tutto il territorio comasco. Abbiamo raccolto e continueremo a raccogliere le firme per una buona legge sulla non autosufficienza. Un problema che riguarda più di 3 milioni di persone. Dopo il 16 novembre continueremo finché non avremo risposte e soluzioni».

«Per la terza volta quest'anno manifestiamo a Roma come pensionati e lavoratori- aggiunge Giovanni Pedrinelli, segretario Fnp Cisl dei Laghi - vogliamo che il Governo ci dia retta. Vogliamo un sistema pensionistico più equo e solidale. Diciamo basta a manovre contro i pensionati usati come cassa cui attingere nei momenti di difficoltà. Lavoro, fisco (cioè una riforma fiscale che includa lotta vera agli evasori, ai corrotti e ai corruttori), sanità e stato sociale. Sono i temi su cui lottiamo perchè vgliamo che il nostro Paese cambi marcia».

«Pur avendo apprezzato la riapertura del confronto con i sindacati, non trovo in questa legge di bilancio le risposte alle aspettative e ai bisogni di milioni di pensionati – spiega Enzo Barni, segretario Uil pensionati Como e lago - Non ci sono riduzioni di tasse, e la tanto attesa rivalutazione delle pensioni al cento per cento dell'inflazione riguarda solo pochi e con importi talmente bassi da essere offensivi per chi ha lavorato una vita, versato i contributi e pagato puntualmente le tasse. Non si è voluto ancora riconoscere che, dal 2012, le pensioni della classe media, che riguardano un'alta percentuale dei nostri iscritti a Como, hanno subito una forte e continua riduzione del loro potere d'acquisto.  Aumentare le pensioni con la ricostruzione del montante contributivo, significherebbe maggiori consumi e quindi sviluppo, crescita del paese e, in tante situazioni, maggior aiuto a figli disoccupati o con lavori precari».

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Per informazioni e prenotazioni: 031.239312; spi@cgil.como.it

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