Patto tra Comune e categorie per una città più vivibile

Patto per una città viva, tranquilla e accogliente. E' l'accordo presentato questa mattina a Palazzo Cernezzi, sottoscritto dal Comune di Como, da Camera di Commercio, dalle associazioni dei commercianti (Confcommercio e Confesercenti) e dalle...

 

Patto per una città viva, tranquilla e accogliente. E' l'accordo presentato questa mattina a Palazzo Cernezzi, sottoscritto dal Comune di Como, da Camera di Commercio, dalle associazioni dei commercianti (Confcommercio e Confesercenti) e dalle associazioni degli artigiani (Confartigianato e CNA). Il patto è, di fatto, la manifestazione di intenti unitari, in cui si ritrovano sia l'amministrazione che tutte le categorie che hanno aderito. Peculiarità di questa iniziativa è la condivisione di un Codice di autoregolamentazione per i pubblici esercizi. Si tratta, di fatto, di linee comportamentali che gli aderenti dovranno rispettare e far rispettare. Si va dal contrasto all'alcolismo e abuso di sostanze stupefacenti (per esempio vietando la vendita di alcolici ai minori di 16 anni), alla lotta al degrado al fine di sostenere la vocazione turistica della città di Como. Anche la tutela della sicurezza pubblica ha un'importanza notevole negli accordi che compongono il patto. "Si tratta, però, di regole che non sostituiscono le normative vigenti in materia - ha precisato l'assessore al Commercio del Comune, Gisella Introzzi - ma rappresentano linee guida". Tra queste regole c'è, per esempio, l'impegno a non diffondere musica all'esterno dei locali dopo le 23.30.

Chi ha sottoscritto il patto

Oltre che dal Comune, il patto è stato sottoscritto, come detto, da Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Camera di Commercio. Alla conferenza stampa erano presenti i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria, ma anche il prefetto Michele Tortora, a sottolineare l'importanza del patto stilato che va nella direzione di una città che sappia trovare l'equilibrio tra la sua vocazione turistica, il diritto al lavoro dei pubblici esercizi e il diritto dei cittadini ad avere una città vivibile e a misura di residente (nella foto da sinistra: Roberto Cassani vicepresidente Confcommercio Upcts; Ornaella Gambarotto vicepresidente di Confartigianato; Gisella Introzzi assessore al Commercio del Comune di Como; Michele Tortora prefetto di Como; Mario Lucini sindaco di Como; Sergio Ferrario presidente di Confesercenti; Alberto Bergna presidente di CNA).

Proposte e impegni

Tutti i soggetti hanno aderito al patto assumendosi precisi impegni e avanzando proposte. Per esempi, la Camera di Commercio "condividendo l'obiettivo di accrescere l'attrattività turistica della città anche attraverso la qualificazione dei servizi offerti dalla rete dei locali pubblici, si impegna a promuovere iniziative rivolte ai titolari di pubblici esercizi e ai loro dipendenti espressamente finalizzate a fornire competenze e strumenti per gestire le situazioni di potenziale criticità con gli avventori". Le associazioni dei pubblici esercizi di Confcommercio e Confesercenti, come detto, hanno proposto l'adozione di un Codice di Autoregolamentazione" finalizzato "alla ottimale convivenza all'interno del contesto urbano e al responsabile svolgimento dell'attività economica di impresa in forme adeguate, nel pieno rispetto del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza". Anche Confartigianato e CNA si sono impegnate a fare rispettare lo stesso Codice a quelle imprese che svolgono attività diretta di vendita al pubblico, come pasticcerie, panifici, gelaterie, birrifici ecc. E ancora, viene da Confartigianato la proposta dei cosiddetti "parcheggi rosa", cioè posti auto destinati a donne in gravidanze, sole o con bambini che si trovano a dovere parcheggiare in città. Per loro l'amministrazione renderà disponibili appositi parcheggi che saranno sempre illuminati e videosorvegliati. insomma, un passo in più verso la tutela e sicurezza della donna. L'assessore alla Viabilità e Mobilità, Daniela Gerosa, ha detto che "è nostra intenzione concretizzare questa proposta".

E il Comune? tra gli impegni assunti dall'amministrazione cittadina ce ne sono alcuni che riguardano il modo e la politica delle concessioni di suolo pubblico che saranno date sempre nell'interesse della "salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio" tenendo conto dell'impatto acustico. Saranno esposti al pubblico il numeri di posti a sedere di cui ogni locale o attività pubblica potrà beneficiare sullo spazio concesso dal Comune (1 posto ogni 0,83 mq di superficie) cosicché i cittadini potranno sapere a colpo d'occhio se questo o quel bar è nel rispetto delle regole.

Il nodo irrisolto: la movida selvaggia

Il patto, ad ogni modo, non presenta una vera e concreta ricetta contro la movida selvaggia. Vale a dire che non trova una vera soluzione all'annoso contrasto tra il diritto a lavorare degli esercenti pubblici e il diritto dei residenti al riposo e a vivere in un ambiente tranquillo. Il nodo cruciale è rappresentato da quei bar e locali notturni al cui esterno si assembrano decine, a volte centinaia, di avventori più o meno giovani che spesso originano schiamazzi e rumori fino alle ore piccole. Questo aspetto non è sfuggito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa che hanno insistito nel chiedere quale sia la linea del Comune rispetto a tale problematica. L'assessore Introzzi e l'assessore alla Legalità Marcello Iantorno hanno spiegato che l'amministrazione sta lavorando anche in questo senso nel tentativo, appunto, di arrivare a una soluzione definitiva.

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