Mercato mercerie: sotto le mura una manifestazione per chiedere la riapertura. Ecco il video

Gli operatori: "In Lombardia tutti lavorano, ma il Comune di Como si è dimenticato di noi"

Questa mattina, 19 maggio, gli operatori del mercato mercerie di Como si sono dati appuntamento sotto le mura per chiedere con forza la riapertura dei loro banchi, a Como ancora bloccata nonostante la delibera regionale che in Lombardia (come sta accadendo nel resto d’Italia) dà la possibilità ai mercati all’aperto di riprendere l’attività.

Molti hanno preso la parola oggi sotto il motto vogliamo solo lavorare e il principio di base per tutti è lo stesso: “In Lombardia hanno riaperto la Rinascente e L’Ikea, a Como tutti i negozi al dettaglio, perché noi no? Non solo non creiamo un assembramento maggiore ma siamo all’aperto. I nostri banchi garantiscono 5 metri di distanza fra gli operatori e dall’operatore al cliente che stiamo servendo”. Gli ambulanti ricordano poi la propria professionalità, rivendicano la capacità di gestire l’afflusso, con guanti e mascherine. “Davanti ai negozi in centro storico -  spiegano - passano centinaia di persone: non è possibile che nel raggio di 200 metri sotto le mura ogni movimento sia di nostra responsabilità. I gestori dei negozi in centro non devono preoccuparsi delle persone che passano fuori dalle loro porte, perché noi sì?”.

E poi c’è l’aspetto fiscale: gli ambulanti sperano di non dover pagare la TOSA (la tassa di occupazione del suolo pubblico) per tutto il 2020, anche quando il mercato riaprirà: “Tre mesi di stop equivalgono a essere pieni di merce invernale e a non avere i soldi per comprare quella della nuova stagione. Siamo rovinati. Chiediamo al Governo un aiuto, al Comune di Como la possibilità di lavorare e ai cittadini di sostenerci”.

Terzo aspetto, non trascurabile, è quello della concorrenza: “Non esiste più la libera concorrenza, con enorme svantaggio per operatori e clienti. Nei centri commerciali, che di fatto sono gli unici a poter vendere, i prezzi si stanno impennando, perché appunto non devono essere concorrenziali visto che noi siamo chiusi. Quando il mercato di Como riaprirà, i prezzi scenderanno”.

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Conclude Casartelli, presidente di Confesercenti Como: “Parliamo di più di 200 ambulanti che non possono lavorare, di più di 200 famiglie a cui mancano gli stipendi. Tenendo chiusi questi banchi, stiamo creando ulteriore miseria in un momento in cui la miseria è già dilagante”.

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