Maltempo, Coldiretti: "Danni importanti anche nel comasco"

Il clima sta cambiando e occorre difendere il patrimonio agricolo

Alluvioni nel comasco

Sotto la spinta dei nubifragi che si sono abbattuti sul nord Italia, è allerta per i fiumi ingrossati e per i laghi lariani che hanno registrato aumenti del livello delle acque a vista d’occhio. Il Lago di Como, in particolare, è esondato in città, dove sono comparse le mini paratie, e oggi registrava un afflusso di 921 metri cubi al secondo, a fronte di un  deflusso di 606.

Carichi d’acqua anche l’Adda e gli affluenti del Po, che hanno portato il maggior fiume d’Italia ad alzarsi, con la piena, anche di oltre sei metri nelle ultime 24 ore, come conferma il monitoraggio di Coldiretti (al Ponte della Becca a Pavia, ad esempio, già ieri il grande fiume ha raggiunto l’allerta gialla).

“Il rapido innalzamento dei nostri fiumi e del lago – spiega Coldiretti Como Lecco attraverso il presidente Fortunato Trezzi – è emblematico della situazione di sofferenza del bacino idrografico del nord in cui si sono verificate esondazioni dei corsi d’acqua con frane e allagamenti, morti e dispersi anche in province non lontane”.

Gravi danni nelle campagne del nord Italia, quindi, con raccolti distrutti e animali dispersi ma anche danni strutturali alla viabilità sulle strade rurali con milioni di euro di danni secondo la Coldiretti. Toccate, come detto, anche le province di Como e Lecco: nelle scorse ore – precisa Coldiretti– violenti nubifragi e vento forte hanno investito anche il comprensorio lariano, con stalle e fienili allagati e coltivazioni (soprattutto orticole) andate perdute. Come in Valsassina, ad esempio, dove è andata distrutta l’ultima parte del raccolto di rabarbaro a Introbio e dove diverse imprese si sono trovate con i campi allagati e le coltivazioni danneggiate, anche irrimediabilmente. Grossi disagi si segnalano anche per l’interruzione di alcune vie di traffico e per l’allagamento delle strade di collegamento tra i fondi rurali. E alla bella giornata di oggi dovrebbero far seguito, già nella prima serata, nuove precipitazioni.

“Il clima sta cambiando radicalmente e pesantemente” osserva Trezzi. “Il 2020 segnato da tempeste praticamente raddoppiate (+92%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con ben 127 eventi estremi, in Italia, tra nubifragi, grandinate, vento forte, tornado, bombe d’acqua secondo l’analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) dal 21 settembre fino ad ora, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E il nostro territorio, a baricentro tra pianura  e Alpi, è certamente tra quelli dove le precipitazioni sono sempre più frequenti e violente”.

Con i cambiamenti climatici l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – evidenzia la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

La perturbazione si è abbattuta su territori che hanno buona dei comuni con parte del territorio a rischio idrogeologico. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione, con i comprensori di Como e Lecco che rientrano nella “zona grigia” delle province lombarde in ordine al “consumo di suolo” che sottrae spazi all’attività agricola e boschiva. Come ha ricordato Coldiretti Como Lecco oggi ad AgriNatura, l’area lariana vede circa il 12% del suo territorio coperto da cemento, con una leggera prevalenza in provincia di Como (12,2%) rispetto al Lecchese (11,97%).

Per questo – conclude il presidente della Coldiretti interprovinciale – è sempre più necessario “difendere il patrimonio agricolo locale e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono è necessario un cambio di rotta, che punti a difendere il patrimonio agricolo provinciale e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola, sostenendo il lavoro e l’orientamento delle giovani imprese che decidono di fare agricoltura”.

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