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Lecco sta diventando più cara di Como per i turisti del lago

I dati dell'Unione Consumatori del mese di luglio 2022 parlano chiaro

Lecco e Como, i due capoluoghi che si affacciano sul Lario, sono città molto diverse tra loro anche turisticamente. La provincia di Como ha sempre avuto la fama di essere più cara di quella di Lecco e di piacere maggiormente ai vip e ai turisti amanti del lusso. 

Gli ultimi dati di luglio 2022 dell'Unione Consumatori sembrerebbero almeno parzialmente smentire questa cosa. Facciamo prima una panoramica generale. 

I servizi di alloggio, ossia alberghi, motel, pensioni, bed and breakfast, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù a luglio 2022 sono costati in media (in Italia) il 12,7% in più rispetto allo scorso anno. In particolare, prendono il volo gli alberghi ei motel (+16,6%) e le pensioni (+9,4%). Un balzo non indifferente ma che diventa stellare in molte città, con differenze sul territorio notevoli pari a quasi 40 punti percentuali tra la città peggiore e la migliore, addirittura in deflazione, indice di una ripresa della domanda turistica molto differenziata. Questi gli ultimi dati dell'Unione Nazionale dei Consumatori.

Como e Lecco

Per rimanere sul nostro lago, notiamo questo dato interessante: a Lecco i prezzi sia degli alloggi (intesi turisticamente) che dei ristoranti sono aumentati maggiormente rispetto a Como. Secondo la tabella di Unione Consumatori Lecco tra le città italiane è all'8° posto per i rincari degli alloggi e al 13° posto per i ristoranti. Como per quanto riguarda gli aumenti di prezzo di hotel e alloggi è al 18° posto e non compare neanche tra i primi 25 posti per quanto riguarda i rincari della ristorazione.

Le prime tre città italiane che hanno aumentato maggiormente i prezzi in questi settori

A guidare la classifica della città con i maggiori rialzi nel settore alberghiero è Firenze, con uno spropositato +38,5% rispetto a luglio 2021.  Al secondo posto Milano, con un incremento annuo del 30,9%. Medaglia di bronzo a La Spezia con +27%. Appena giù dal podio Viterbo, +23%, poi Bari, la prima delle città del Sud con +21,7%. In sesta posizione Venezia con +21,2%, poi Pisa (+19,7%), Lecco e Trieste (entrambe a +19,1%). Chiude la top ten Modena(+18,7%).

Sull'altro versante della graduatoria, 3 le città virtuose in deflazione: Vercelli (-1,4%), Reggio Emilia (-1,2%), Massa-Carrara (-0,5%).

Per i servizi di ristorazione, ossia ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, prodotti di gastronomia e rosticceria, a fronte di un'inflazione annua pari, per l'Italia, al 4,8%, a Verona i ristoranti rincarano rispetto a luglio 2021 dell'8,8%. Al secondo posto Forlì-Cesena, con +8,1% e al terzo Brescia, +7,9%.

Segue Palermo (+7,8%), prima città del Sud, poi Gorizia (+7,6%), Sassari (+7,4%), in settima posizione Novara, Trento e Pistoia (+6,8% per tutte e 3). Chiude la top ten Bologna e Olbia-Tempio (+6,7% entrambe).

La città più risparmiosa è Lodi (1,4%), in seconda posizione Campobasso (+1,6%). Al terzo posto Teramo (+1,9%).

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