Economia

Lago di Como, turismo al collasso: oltre il 60% di presenze in meno. La petizione

Confcommercio lancia una petizione per ristori immediati e liquidità: "Vaccini in ritardo, si rischia di non ripartire neanche per Pasqua"

Como prima del covid (turisti, repertorio)

La provincia di Como, dagli ultimi dati statistici, come riferito da Confcommercio Como, ha avuto una netta diminuzione di arrivi (-
60,2%) e presenze (-58,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’Associazione Albergatori di Confcommercio Como, presente all’Assmeblea generale, ha condiviso tutti gli interventi richiesti:

riconoscimento di ristori efficaci che ristabiliscano equità per l’anno 2020 ed accompagnino le imprese anche nei mesi a venire, interventi sulla liquidità (proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti ventennali), esonero per il 2021 dal pagamento delle imposte (in primis, IMU, TARI e canone RAI), sostegno alle imprese in affitto per il pagamento del canone di locazione, riduzione dell’aliquota IVA al 5% in analogia con quanto avvenuto in altri Paesi europei, sgravi contributivi per le imprese che richiamano in servizio il personale e sostegno al reddito per i lavoratori che rimangono disoccupati o sospesi.

“E’ urgente intervenire subito prima che sia troppo tardi – sottolinea il Presidente comasco Roberto Cassani – la nostra speranza è quella di ripartire per Pasqua ma vista la situazione vaccini e la scarsità di prenotazioni sicuramente saremo costretti a rivedere i nostri piani”.

E’ stata inoltre evidenziata la necessità di far pressione sulla Commissione Europea, per chiedere l’aggiornamento delle disposizioni comunitarie che disciplinano gli aiuti di stato a sostegno dell’economia durante la pandemia al fine di aumentare l’intensità degli aiuti che è possibile erogare a ciascuna impresa e di ampliare il periodo di applicabilità, che in assenza di una proroga si concluderà il 30 giugno prossimo.
“Infine – conclude Cassani – abbiamo richiesto anche incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive, che al termine della crisi dovranno confrontarsi con un’agguerrita concorrenza internazionale”.

La petizione è già stata firmata dal Presidente Cassani e da tutti i presidenti delle organizzazioni aderenti a Federalberghi in rappresentanza di 27.000 imprese turistico ricettive e termali. Anche singoli imprenditori, lavoratori e cittadini possono aggiungere la propria firma, sottoscrivendo la petizione online, sulla piattaforma change.org, al seguente indirizzo: https://www.change.org/salviamo-le-imprese-e-i-lavoratori-del-turismo.

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