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La Cgil denuncia: "Aziende ticinesi accanite: tagliano i salari ai frontalieri"

Tagli indiscriminati ai salari dei lavoratori italiani frontalieri. E' quanto, secondo la denuncia della Cgil di Como, starebbe avvenendo in Ticino da parte delle aziende elvetiche. La dura constatazione, accompagnata da una ferma condanna morale...

Tagli indiscriminati ai salari dei lavoratori italiani frontalieri. E' quanto, secondo la denuncia della Cgil di Como, starebbe avvenendo in Ticino da parte delle aziende elvetiche. La dura constatazione, accompagnata da una ferma condanna morale, è contenuta in una nota stampa diffusa oggi dal sindacato in occasione della manifestazione di solidarietà nei confronti dei lavoratori di due aziende ticinesi. "La Cgil di Como - si legge nel comunicato stampa - esprime solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Exten SA di Mendrisio e a UNIA Ticino e Moesa, in lotta contro la prepotenza e i "ricatti" nei confronti dei lavoratori".

Poi l'accusa nei confronti di una situazione che sarebbe, secondo la Cgil, molto diffusa nel Canton Ticino e che vedrebbe in grande difficoltà e vittime i lavoratori frontalieri che ogni giorno varcano il confine per lavorare in Svizzera: "Da quando la Banca Centrale Svizzeraha deciso di non intervenire più sul rapporto di cambio franco/euro, assistiamo ormai quotidianamente ad atti di prevaricazione nei confronti dei salariati che lavorano nel Canton Ticino, con particolare accanimento nei confronti dei frontalieri. Riteniamo tutto ciò inaccettabile. E' inaccettabile scaricare su chi non ha alcuna colpa gli effetti di scelte decise da istituzioni finanziarie che hanno per anni guadagnato sui cambi e sulle speculazioni finanziarie".

Qui le accuse si fanno ancora più dure: "Inoltre, da settimane registriamo il fenomeno di tagli indiscriminati ai salari, in particolare dei frontalieri, senza alcun criterio né negoziato. Ciò avviene quasi sempre senza alcun coinvolgimento dei sindacati ma attraverso la richiesta di firme individuali sotto il ricatto del licenziamento. Tutto ciò rischia di fare da volano al fenomeno del dumping salariale, che a parole si afferma di voler combattere e di far precipitare una situazione già compromessa da campagne politiche strumentali contro i lavoratori frontalieri. La Camera del Lavoro di Como è a fianco delle lotte in corso in queste settimane e chiede alle istituzioni e alle forze politiche italiane e svizzere di intervenire per porre fine a fenomeni che rischiano di far arretrare di cinquant' anni le condizioni di migliaia di lavoratrici e lavoratori italiani e svizzeri".

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