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Libero scambio tra Canada e UE: buona notizia per il tessile comasco

Taborelli: "Dazi più bassi per le nostre imprese"

Il tessile

Giovedì 21 settembre 2017 entra in vigore in via provvisoria il Ceta, cioè l’accordo di libero scambio siglato tra Canada ed Unione Europea. Si tratta di un primo traguardo che viene tagliato dopo ben sette anni di negoziato. E’ stato approvato dal parlamento europeo il 15 febbraio 2017 ed entrerà pienamente in vigore soltanto a seguito della ratifica di tutti gli Stati membri dell'UE.

Cosa significa questo per il territorio comasco. Lo ha spiegato Andrea Taborelli, presidente Gruppo filiera tessile di Unindustria Como: “Le imprese tessili comasche potranno finalmente godere dei benefici previsti da questo genere di accordi che abbattono i dazi e facilitano le esportazioni”.

Cosa significa

Il mercato canadese nel 2016 ha acquistato da Como tessuti, foulards, cravatte ed altri prodotti per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro, con una crescita dell’8% rispetto al 2015. L’azzeramento dei dazi (oggi per foulards e cravatte sono rilevanti) consentirà una penetrazione commerciale ancora maggiore per le aziende tessili comasche, che hanno un fortissimo orientamento verso i mercati esteri.

Non è tutto. Il Ceta, per l’azzeramento dei dazi, prevede un assetto di regole d’origine innovativo e fortemente voluto dalle imprese comasche, che si sono battute con successo per raggiungere l’obiettivo. Il regime preferenziale concordato all’ interno dell’accordo tra Unione Europea e Canada, infatti, prevede per la prima volta la possibilità di concedere dazio zero per articoli che saranno sia tessuti, sia tinti in Italia. In precedenza, nel contesto di altri accordi, il regime preferenziale era accordato, nel caso dei tessuti tinti filo e tinti in pezza, solo ad articoli ottenuti sia con filato, sia con tessuto di origine europea, la tintura non veniva presa in considerazione. Dal momento che, nel campo serico e della tessitura delle fibre chimiche continue, la maggior parte dei filati proviene dall’Asia, le produzioni tessili comasche ne erano in buona parte escluse.

Il commento

“Riusciremo finalmente anche noi a godere dei benefici previsti da questo genere di accordi” – commenta con soddisfazione Andrea Taborelli, Presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como – e ci siamo adoperati affinché un altro importante “free trade agreement” che è in fase di definizione, quello col Giappone, vada nella medesima direzione. Stiamo chiedendo a Bruxelles che anche gli accordi con la Corea del Sud e con il Messico, che sono stati siglati diversi anni fa e che sono in fase di revisione, possano essere aggiornati con le nuove regole d’origine”.

L’aspettativa di Taborelli e delle aziende tessili comasche è che adesso, logicamente, anche gli accordi PanEuroMed, che disciplinano lo scambio dei prodotti tessili e dell’abbigliamento nel bacino del Mediterraneo, possano essere riformati con la medesima impostazione. E’ un tema complesso, sul quale il sistema associativo è impegnato da anni e che Unindustria Como segue con la massima attenzione.

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