Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Indagati in Svizzera per reati finanziari: più della metà sono italiani

Finanza spregiudicata e affari sporchi, l'Italia è protagonista assoluta in Ticino. Il 53% degli indagati per reati finanziari oltre frontiera arriva dal Bel Paese. Il quadro che emerge dal rapporto della Polizia Cantonale sull'attività svolta lo...

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Finanza spregiudicata e affari sporchi, l'Italia è protagonista assoluta in Ticino. Il 53% degli indagati per reati finanziari oltre frontiera arriva dal Bel Paese. Il quadro che emerge dal rapporto della Polizia Cantonale sull'attività svolta lo scorso anno è drammatico. Ben 207 le inchieste condotte dagli agenti svizzeri. Se, come detto, gli italiani hanno primeggiato in reati con oltre la metà delle indagini, subito a seguire ci sono gli svizzeri con il 31%, al terzo posto, quota 17%, tutti gli altri stranieri.

"Il 2013 si è rivelato impegnativo - dicono dalla polizia cantonale - perché questo tipo di criminalità per svariati motivi non risente la crisi". Le parole scelte per descrivere il fenomeno Italia sono durissime: "Il Ticino - si legge ancora nel documento - confina con una nazione con un elevato tasso di criminalità economico- finanziaria". L'elenco dei reati contestati è lunghissimo: documenti falsi, truffe, appropriazione indebita, amministrazione infedele, omissione di contabilità, bancarotta fraudolenta, reati contro le assicurazioni sociali e la frode fiscale. "Ci sono indagini - evidenziano ancora i vertici della polizia ticinese - nelle quali è stata riscontrata la presenza di società (broker), prevalentemente legate al mondo finanziario italiano". Gruppi economici che devono "permettere a trader di banche estere il guadagno di enormi somme di denaro facendo la cresta sui prezzi di titoli non quotati in borsa". Secondo la polizia si tratta di "una spirale di operazioni senza alcun rischio, perché concordate in precedenza, che genera milioni di utili illeciti spartiti fra i trader (della banca acquirente e venditrice) e la società broker in Ticino". Inevitabilmente pesa anche il ruolo delle fiduciarie. Dove "non mancano inchieste su aziende che si sono appropriate illecitamente del denaro di clienti, generalmente stranieri, o che non l'hanno amministrato conformemente agli accordi".

Non mancano le truffe a danno delle assicurazioni sociali (disoccupazione, infortuni, invalidità, malattia). Fenomeno non nuovo ma "estremamente radicato anche in Ticino". Probabilmente a causa del continuo aumento dei premi delle casse malati, è stato registrato un numero elevato di persone che, presentando documenti falsi, si fa rimborsare l'acquisto di prodotti e cure di bellezza. Il fenomeno è diffuso e preoccupante: le inchieste hanno appurato come alcuni operatori del settore siano arrivati a proporre l'emissione di fatture false come strumento di marketing per accrescere e fidelizzare la clientela.

L'ultimo dato evidenziato riguarda il pendolarismo del furto. Sono infatti state stroncate diverse bande albanesi in arrivo dall'hinterland milanese. Inoltre non conosce sosta l'attività dei nomadi residenti nei campi del Nord Italia. Ladri che colpiscono e tornano subito in Lombardia. In questo senso sono stati effettuati 21 arresti di malviventi protagonisti di 54 furti con scasso.

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