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Henkel Lomazzo

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Henkel, a giugno chiude lo stabilimento di Lomazzo: paura per 150 lavoratori

L'unità produttiva della multinazionale tedesca verrà assorbita dal polo produttivo laziale di Ferentino

Doccia fredda a Lomazzo dopo l'annuncio da parte della multinazionale tedesca di voler chiudere l’unità produttiva Henkel entro il prossimo giugno 2021 e di assorbire l’attività e i volumi qui gestiti nel polo produttivo di Ferentino, in provincia di Frosinone. Sulla question è intevenuta la deputata comasca del Pd Chiara Braga: “Una decisione che sorprende e sconforta un intero territorio e che soprattutto getta nell’incertezza lavorativa i 150 dipendenti della Hekel di Lomazzo e le loro rispettive famiglie, ai quali esprimo la mia solidarietà. In un momento già duro per gli effetti che la pandemia da Covid-19 sta causando al tessuto produttivo locale e nazionale – continua la deputata dem -, la decisione annunciata dei vertici della multinazionale tedesca Henkel di chiudere lo stabilimento di Lomazzo, se fosse definitivamente confermata, avrebbe un impatto economico e sociale devastante. Da parte mia e del Partito Democratico, la massima attenzione affinché si trovino margini di intervento per cercare di risolvere i problemi che hanno portato ad una così drastica e fulminea decisione”.

“E’ importante – conclude Braga - lavorare insieme per cercare di superare, con spirito di responsabilità e disponibilità di tutti, le difficoltà del fare impresa oggi e ricompattare quella comunità di lavoro fatta di dirigenti, dipendenti e operai che per 87 anni ha continuato ad operare sul territorio, diventando parte della storia economica e industriale della nostra collettività”.

“La chiusura dello stabilimento Henkel di Lomazzo - afferma il consigliere regionale Dem Angelo Orsenigo - è un’eventualità grave che avrà un impatto sociale ed economico disastroso per la nostra provincia. Per questo ho richiesto che l’azienda venga convocata urgentemente in Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia, insieme ai sindacati, per poter aprire un confronto che prima di tutto eviti la chiusura e protegga i 150 lavoratori a rischio licenziamento”.

“Davanti a questa emergenza - aggiunge Orsenigo - il compito di Regione Lombardia e il dovere di politica e istituzioni deve essere quello di mediare tra le parti coinvolte nella vicenda. L'epilogo non può e non deve essere il licenziamento dei lavoratori attualmente impiegati in Henkel o negli appalti connessi allo stabilimento. Non possiamo lasciare centinaia di famiglie da sole e in estrema difficoltà, specialmente in un momento di crisi così forte come quello che stiamo passando”. 

“Non appena ho appreso questa pessima notizia - dichiara invece Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle - mi sono attivato per chiedere audizione della proprietà, dei lavoratori e delle parti sociali in IV Commissione. E' sconcertante pensare che 150 persone rischiano di rimanere senza lavoro e che il primo stabilimento della 'Henkel”, presente sul territorio comasco da quasi 90 anni, potrebbe chiudere i battenti. Un’azienda storica di tali dimensioni non può abbandonare il territorio come se nulla fosse. Qui ci sono in ballo le vite e il futuro di molti lavoratori e lavoratrici, insieme alle loro famiglie che noi tutti, rappresentanti sindacali e istituzioni, abbiamo il dovere di tutelare".

"Ho chiesto al Presidente della IV Commissione Marco Senna - conclude il consigliere pentastellato - di calendarizzare con la massima sollecitudine un incontro in Regione Lombardia. Il mese di giugno non è lontano e bisogno agire rapidamente per scongiurare gli effetti drammatici dei licenziamenti e trovare una soluzione positiva”.

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