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Como, la protesta degli ambulanti: "Per evitare un cimitero di partite Iva servono aiuti concreti"

In piazza Verdi una distesa di sagome di cartone che simboleggiano la morte imprenditoriale degli operatori commerciali

Come annunciato nei giorni scorsi alle 15 del 27 novembre un folto gruppo di operatori commerciali, in prevalenza ambulanti, si sono riuniti in piazza Verdi per un flash-mob di protesta contro le restrizioni anti-covid che hanno messo in ginocchio l'economia italiana, in particolar modo le piccole attività. Come già successo in altre città anche nel capoluogo lariano è stato allestito un finto cimitero. Le sagome utilizzate simboleggiano le lapidi dove sono figurativamente sepolte le partite iva che hanno visto il proprio fatturato ridotto drasticamente o addirittura azzerrato a seguito dei vari dpcm.

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Il flashmob è stato organizzato dall'associazione Goia (Gruppo organizzato indipendente ambulanti). La presidente di Goia Lombardia, Paola Bergamaschi, ha spiegato quali sono le richieste rivolte al Governo: "Un'altra chiusura non deve più succedere, non è più tollerabile. Non è giusto che i nostri generi di prodotti possano essere venduti al chiuso all'interno dei supermercati e non sulle nostre bancarelle che sono all'aperto e quindi sono molto più sicure rispetto a un possibile contagio".
Maurizio Zuffada di Goia Como ritiene che "un'altra chiusura come questa ci porterà sicuramente al fallimento, servono ora aiuti concreti che finora non abbiamo avuto".

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