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Economia

L'esperienza di Parma può essere un esempio per Como

Occorre individuare le eccellenze del territorio e metterle a sistema

Da quando Barbara Minghetti ha avuto modo di portare la sua esperienza al Teatro Regio di Parma, il dialogo e il confronto tra Como e la città di Verdi si sono fatti sempre più intensi. Il processo di crescita avviato a Parma dopo la crisi del 2000 è frutto di una grande visione che ha portato a fare di "Parma, io ci sto!" un modello. Se ne parlerà martedì 8 maggio,alle 21, alla Cartiera di Como durante l'incontro organizzato da Officina Como con Giovanna Usvardi, segretario generale dell'Associazione nata a Parma nel 2016. 
"Mi fa piacere venire a Como - afferma Usvardi - perchè per dimensioni la vostra città assomiglia a Parma. Piccole grandi città con potenzialità enormi se si lavora in squadra. Occore una visione d'insieme e la consapevolezza di ciò che si ha fotografando la città per capirne la forza. Questo è stato il nostro obiettivo fin da subito. Analisi e ricerca ci hanno permesso di ripotare attenzione sul brand Parma e sulle sue eccellenze.

"Parma, io ci sto - aggiunge Usvardi - oggi conta sul sostegno di 100 associati tra imprese e liberi cittadini che si sono messi in gioco non solo per fornire un aiuto economico ma soprattutto per dare una mano laddove vi siano iniziative nel campo dell'agroalimentare, della formazione, del turismo e della cultura che una volta messe a sistema possano camminare da sole. Verdi Off, la prima iniziativa che abbiamo sostenuto nel 2016 con 100.000 euro è solo un esempio di come una città possa crescere insieme a una manifestazione virtuosa  che anno dopo anno diventa sempre più importante. Oggi inauguriamo Cibus Off, un'altra iniziativa in cui cerdiamo molto insieme a tutto il territorio".
L’Associazione “Parma, io ci sto!” nasce grazie all’iniziativa di cinque promotori: Alessandro Chiesi, Guido Barilla, Andrea Pontremoli, l’Unione Parmense degli Industriali e la Fondazione Cariparma. Non si tratta solo di mecenatismo, visti i nomi coinvolti, ma di un'esperienza collettiva capace di unire e costruire in nome del bene della città. Como ha bisogno di ritrovare unità, di plasmare una visione d'insieme andando oltre l'autoreferenzialità. Parma ci è riuscita in pochi anni. 

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