Eleca di Cantù, lavoratori in protesta fuori dall'azienda

Una ventina di lavoratori della Eleca stamani in protesta davanti all’azienda di via Como a Cantù. Dalle 7.30, il presidio durerà ancora almeno fino a domani e non si escludono nuove manifestazioni. L’azienda, com’è noto, ha messo in cassa...

 

Una ventina di lavoratori della Eleca stamani in protesta davanti all’azienda di via Como a Cantù. Dalle 7.30, il presidio durerà ancora almeno fino a domani e non si escludono nuove manifestazioni. L’azienda, com’è noto, ha messo in cassa integrazione ben 170 lavoratori, cassa integrazione che comunque finirà il 30 gennaio del 2013. Ma Il problema è che da tre mesi questi lavoratori non percepiscono più lo stipendio, motivo principale per cui si è deciso di cominciare ad organizzare i presidi. Ad appoggiare la manifestazione, oltre alla RSU dell’Eleca, anche la FIOM-CGIL (Metalmeccanici) e la FENEAL-UIL (edili). “Sono ormai tre mesi che non percepiamo stipendio”, dichiara Gianluigi Cambiaghi, della RSU dell’Eleca: “Siamo tutti in difficoltà e così abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra protesta”. Sensibilizzare l’opinione pubblica, dunque, è il principale obiettivo dei lavoratori dell’Eleca. Inoltre, Cambiaghi aggiunge: “Se non ci sarà continuità lavorativa, rischiamo a gennaio di essere tutti in mobilità”. Il problema, come spiega Ettore Onani della FIOM-CGIL, risiede nella riforma Fornero, entrata in vigore a luglio 2012: “La riforma Fornero ha modificato completamente il modo di andare in cassa integrazione. Prevede che i lavoratori possano accedere alla cassa integrazione straordinaria, solo quando c’è continuità lavorativa”. A quel punto, infatti, i dipendenti della Eleca non potrebbero usufruire della cassa integrazione straordinaria, perdendo il post o di lavoro. Sulla possibilità di un nuovo compratore, sembra che ci siano ancora delle trattative aperte: “Sembra che ci sia la possibilità di un nuovo accordo che permetterebbe l’assunzione di altre persone”, specifica Onani. Ma naturalmente, ancora è tutto da vedere. Ad appoggiare la protesta, anche il sindacato FENEAL-UIL. Gli edili, tralaltro, seguono un iter burocratico diverso per quanto concerne la cassa integrazione: “Essendo edili si ha un percorso legislativo particolare. Ci sono 35 famiglie che da tre mesi non percepiscono stipendio e in edilizia non esiste la mobilità”, spiega Enrico Marconi per la FENEAL-UIL, e prosegue: “Continueremo ad appoggiare qualsiasi tipo di iniziativa”. In mattina, i lavoratori sono stati raggiunti anche dal sindaco Claudio Bizzozero, il quale avrebbe dato la disponibilità ad utilizzare alcuni spazi pubblici.

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