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Economia, fatturato in caduta libera: Como e Lecco tra le province più colpite in Lombardia

Ecco la fotografia scattata dal consiglio e dalla fondazione nazionale dei commercialisti: per le aziende del Comasco crollo del 23% in sei mesi

I primi sei mesi del 2020, l'anno orribilis già tristemente entrato nella storia per la pandemia, presentano i conti. La fotografia che ne esce, basandosi su uno studio delll’Osservatorio sui bilanci delle SRL pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionali dei Commercialisti non è delle più rassicuranti. Che le cose, a causa del coronavirus, del lockdown e di tutte le situazioni ad essi implicate, non fossero andate per il meglio è qualcosa che non solo tutti sapevamo, ma che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Per avere un'idea più razionale dello tzunami coronavirus però, ci affidiamo ai dati forniti che hanno misurato l’impatto dell’emergenza Coronavirus e il relativo lockdown sul fatturato delle società di capitali del Comasco nei primi sei mesi dell’anno. Risultato? Le società della provincia di Como vedono una perdita del 23% circa, sopra la media italiana che è del 19,7%.

Como e la Lombardia

Vediamo la forografia della Lombardia, in base a quanto riportato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionali dei Commercialisti. 

In Lombardia la provincia in maggior sofferenza è Lecco (-24,8%), ma anche Como, come già accennato prima, si trova sopra la media in quanto perdite, con -23%. Le altre province lombarde: Varese(-21,8%), Sondrio (-19,2%), Milano (-17,4%), Bergamo (-22%), Brescia (-23,3%), Pavia (-21,1%), Cremona(-21,9%), Mantova (-23,1%), Lodi (-19,8%) e Monza (-21%).

«Le differenze territoriali riflettono la diversa struttura produttiva territoriale, soprattutto la differente composizione del peso del fatturato proveniente dalle attività industriali e del commercio che esprimono il peso maggiore in termini di fatturato delle società di capitali italiane e che risultano essere anche le attività più interessate dal lockdown. In particolare, il fatturato delle società di capitali dell’industria e di quelle del commercio, complessivamente prese, pesa per il 69% sul fatturato totale. Inoltre, nel corso della fase 1 del lockdown, il fatturato delle società appartenenti ai settori chiusi per decreto è stato pari a 41,2% per l’industria e 43,9% per il commercio, con molti sottosettori con valori anche pari al 100% (ad esempio l’intero comparto automobilistico)».

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