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Laura, negoziante guerriera, dice no a Como duty free

Parla Laura Frattini, titolare del negozio Carpe Diem a Como, ma non è sola: molti commercianti non sono d'accordo sul 'proclamo di Confcommercio'

È di ieri, 7 luglio, la notizia, riportata anche da noi a questo link, che vede Confcommercio Como impegnata nel rilancio del Tax Free, insieme a Stamp, la startup digitale che opera proprio nel settore del tax free shopping. Il che significa, in soldoni, eliminare l'Iva (quindi il 22%) a tutti i turisti extra- UE per, riportiamo le parole del comunicato "....favorire gli acquisti dei turisti stranieri" e "...grazie al servizio gratuito di Stamp, un risparmio netto del 22% che renderà l’esperienza di acquisto a Como ancora più attraente aiutando a rilancialanciare il settore".

Ma anche se, secondo Confocmmercio sarebbero ben l'80% dei negozi ad aver aderito a questa iniziativa, il parere in merito non è unanime, anzi.

«In primis, ci dice Laura Frattini, titolare del negozio di abbigliamento Carpe Diem, in via Murlato a Como, vorrei avere la lista di questo 80% di negozi che ha aderito, perchè, nel mio piccolo, parlando con i colleghi, ho sentito opinioni molto diverse».

«Poi, continua Laura, ci tengo anche a precisare che questa non è una novità, Stamp potrà in un certo senso velocizzare questa procedura, che però è già applicabile. Motivo di più per cui io, che non ho problemi a metterci la faccia, non capisco il motivo di questo improvviso proclamo da parte di Confcommercio Como. Ho sentito l'esigenza di raccontare il mio punto di vista e non sono certo la sola a pensarla così. Senza andare troppo lontano anche Anna Balsamiello, proprietaria anche lei di un negozio di abbigliamento il Solo Donna ( sempre a Como in via Murlato), la pensa come me...».

"Quest'anno più che mai lavoriamo con gli italiani: pensiamo ad aiutare loro"

«Il concetto è molto semplice, continua la signora Laura Frattini: quest'anno stiamo lavorando con gli italiani. La piccola ripresa che c'è in questi giorni è dovuta a persone che vengono da tutto il Comasco ma anche da Mantova, Pavia: per lo più dalla Lombardia. Perchè allora non fare qualcosa per venire incontro ai nostri clienti italiani? Faccio un esempio semplice ma efficace: si potrebbero regalare un paio d'ore di parcheggio, per favorire lo stare a Como..»

Laura ci racconta che effettivamente negli ultimi week-end si è visto un giro maggiore di gente e che, anche se la maggior parte magari si prende solo un gelato, è comunque un bel segno di ripresa e speranza il vedere Como ripopolarsi di turisti.

«Forse i colleghi delle grandi città soffrono di più, noi abbiamo questo splendido lago, abbiamo la fortuna dei frontalieri...Como è una città che potrebbe offrire molto, anche e soprattutto agli italiani. Anche noi negozianti cerchiamo (ognuno come può) di fare degli sconti o comunque di cooperare tra di noi, per mettere i turisti e chi viene a farci visita, nelle condizioni migliori».

«Credo, conclude Laura, che molti italiani, leggendo anche i commenti ai vari articoli usciti sul tema, si siano in un certo senso "offesi". Ho letto qualcuno che scriveva che non sarebbe venuto a comprare a Como, perchè agli Svizzeri lo sconto e agli italiani no?Sappiamo bene che per extra-UE si intende la Svizzera, dato che gli altri confini sono chiusi e comunque è facilmente intuibile che quest'anno lavoreremo per lo più con gli italiani e allora che sia la volta buona di mettere gli italiani nelle migliori condizioni possibili per farci visita e fare shopping da noi»

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