Economia

Anche a Como bar, negozi e ristoranti mettono le bollette in vetrina

Molti esercenti hanno scelto di sposare l'iniziativa della Federazione Nazionale Pubblici Esercizi

Anche a Como e nel resto della provincia le bollette finiranno sulle vetrine di bar e ristoranti. Molti esercenti hanno scelto di sposare l'iniziativa della Federazione Nazionale Pubblici Esercizi, secondo cui “il caro energia sta diventando sempre più un'emergenza per le imprese, con costi che nel giro di un anno sono triplicati e con prospettive di ulteriore peggioramento. Visto che le misure fin qui adottate dal Governo non sono sufficienti a riportare il costo entro livelli di sostenibilità, abbiamo chiesto il potenziamento dei crediti di imposta già a partire dal terzo trimestre 2022 nell’ambito della conversione del decreto legge "Aiuti bis". Per supportare questa richiesta abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa "Bollette in Vetrina" con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. Anche perchè non è da escludere che nei prossimi mesi la spinta inflattiva si trasferisca in modo significativo sui listini di bar e ristoranti dopo mesi di relativa moderazione”.

Bollette in vetrina: l'iniziativa di bar e ristoranti

Le associazioni di settore parlano di costi “triplicati rispetto a un anno fa a causa dell’impennata dei prezzi del gas. Una situazione che sta costringendo gli esercenti a dover scegliere tra gli aumenti dei listini, finora assai modesti, e la sospensione dell’attività in attesa di un intervento risolutivo da parte del governo”.

"Questa iniziativa - ha spiegato Aldo Cursano, vicepresidente di Fipe Confcommercio nazionale - ha l’obiettivo di rendere trasparente cosa sta succedendo oggi a chi gestisce un bar o un ristorante anche nel tentativo di spiegare ai clienti perché stanno pagando il caffè un po’ di più con il rischio nei prossimi mesi di ulteriori aumenti. Con aumenti dei costi dell’energia del 300% si lavora una pistola puntata alla tempia. Se il Governo non interviene o si agisce sui listini o si sospende l’attività. Contiamo sulla sensibilità dei cittadini e dei clienti perché fare lo scaricabarile dei costi è proprio quello che non vorremmo fare”.

“Per questo Fipe Confcommercio - ha aggiunto Cursano - ha chiesto al governo di potenziare immediatamente il credito di imposta anche per le  imprese non energivore e non gasivore, Un credito di imposta del 15% per l’energia elettrica non è assolutamente adeguato agli extra costi che le imprese stanno sostenendo ora. Occorre però fare presto, altrimenti si rischia di innescare una spirale inflazionistica destinata a gelare i consumi

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