Il Patria in estate veste Dolce & Gabbana

Nel mese di luglio il lusso sfila a Villa Olmo

Per 10 giorni il vecchio Patria si trasformerà in uno store di lusso. Lo storico battello ormeggiato a Villa Olmo, come anticipato da La Provincia, nella prima metà di luglio sarà infatti adibito per ospitare uno store temporaneo del noto marchio mondiale Dolce & Gabbana. In accordo con Villa Saporiti, a cui è ancora affidato, il Patria sarà la sede di un secondo evento dopo quello già organizzato dalla prestigiosa casa di moda in Sicilia, tra Palermo e Monreale, lo scorso anno attirando vip e modelle da tutto il mondo. Sarà quindi il Lago di Como, con tutto il suo charme ormai riconosciuto in tutto il pianeta a fare da cornice a una kermesse che non mancherà di accendere nuova luce sul Lario. Durante il super evento firmato Dolce & Gabbana, che vivrà tra l'altro proprio a Villa Olmo la sfilata principale, sarà messa in vendita una collezione ispirata al Lago di Como, in cambio l'azienda verserà 10.000 euro per la manutenzione del piroscafo. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Una bella occasione per il Patria, il cui destino è ancora molto nebusolo, di tornare sotto i riflettori. Meno di un anno fa, e le cose non sono cambiate di molto visto che il bando non è ancora stato formalizzato, anche perchè sono al vaglio le proposte pervenute alla Provincia da due soggetti privati, il prEsidente dell'ente, Maria Rita Livio, sul futuro del battello si era così espressa: “La Navigazione Laghi ha ricevuto dalla Provincia il compito di mantenere il Patria in buono stato di conservazione e in efficienti condizioni di esercizio ponendo in essere le operazioni necessarie al mantenimento e alla custodia del piroscafo, tutte attività che sta regolarmente svolgendo. Attraverso la stipula del comodato d’uso gratuito, infatti, la Provincia ha espressamente manifestato la volontà di affidare alla Gestione Governativa la gestione del piroscafo Patria riconoscendo nella stessa l'unico soggetto istituzionale che oggi ha  forze e attrezzature adeguate e che può dunque valorizzare il valore storico-culturale del piroscafo, nonché l'investimento finanziario affrontato per la sua ristrutturazione dalla Provincia stessa insieme con la Regione Lombardia e il Ministero dei Trasporti. Nel contratto stesso era specificato che, al momento della firma, il piroscafo veniva consegnato sprovvisto dell’arredo, essendo la Provincia inibita all’acquisto di beni mobili e attrezzature, ma che il relativo progetto era già stato redatto e aveva già ottenuto l’approvazione dalla competente Soprintendenza. Benché già programmato, non si è purtroppo fino ad oggi potuto dar luogo all’acquisto degli arredi a causa delle condizioni economiche ben note in cui versa il nostro Ente. In questa situazione, e in accordo con la Navigazione Laghi, il Patria è stato quindi utilizzato solo per fini istituzionali e che non venivano pregiudicati dall’assenza di mobilio. Non appena sarà possibile, e noi ci auguriamo che sia nel corso di quest’anno, sarà avviata la gara così da poter garantire il pieno utilizzo del Piroscafo. In ogni modo, alla luce delle più disparate dichiarazioni che sono state ultimamente rilasciate da più parti, forse è anche il caso di ricordare che il Patria, per poter navigare, richiede l'opera di personale con competenze professionali specifiche (per esempio i fuochisti) oggi non facilmente reperibili al di fuori di enti o società che si occupino di navigazione."

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Autocertificazione per chi si sposta: il modulo aggiornato (il quarto)

  • Dall'ospedale Spata scrive una durissima lettera a Gallera: "I medici non sono stati coivolti nelle decisioni"

  • Regole più severe per tutta la Lombardia: c'è anche il divieto di sport all'aperto

  • Il questore di Como chiarisce i casi in cui per la spesa e i farmaci si può uscire dal proprio comune

  • Como, supermercati e farmacie: ora possibile misurare la febbre a chi entra

  • Il grido d'aiuto degli infermieri di Como: "Siamo pochi e ci stiamo ammalando"

Torna su
QuiComo è in caricamento