Economia

Aziende agricole comasche: dopo Expo si fa fatica

Si é tenuta questa mattina alle ore 11 in piazza Vittoria la conferenza stampa presieduta dal segretario provinciale FLAI CGIL di Como Patrizia Baitieri per presentare la campagna "tenda rossa" ed esporre le problematiche relative ai contratti di...

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Si é tenuta questa mattina alle ore 11 in piazza Vittoria la conferenza stampa presieduta dal segretario provinciale FLAI CGIL di Como Patrizia Baitieri per presentare la campagna "tenda rossa" ed esporre le problematiche relative ai contratti di allevatori, forestali, operai agricoli e florovivaisti in provincia di Como.

La provincia di Como conta 2.073 imprese agricole e 3.500 addetti di cui 2.500 sono lavoratori dipendenti, mentre gli altri sono suddivisi tra lavoratori autonomi e piccoli coltivatori. L'attività preponderante in provincia è il florovivaismo, che vede come interpreti anche aziende eccellenti come i progettisti del "bosco verticale" a Milano. Se il 2015 si é rivelato un anno ottimo per i lavori in preparazione all'expo che hanno garantito un aumento dell'occupazione, non si può dire lo stesso del 2016.

Le aziende sono state coinvolte quasi esclusivamente in progetti riguardanti attività per il pubblico e numerosi sono stati i problemi dovuti alla lunghezza dei tempi di pagamento da parte dei comuni, autori di pesanti tagli sul verde pubblico.

Vista l'espansione del turismo agro-alimentare sono numerose le aziende agricole che si sono ampliate in agriturismi, dove resta diffuso un fenomeno di lavoro "in grigio", con la pratica di stipulare contratti finti part time e di sottopagare i lavoratori. Tutto ciò avviene nonostante queste attività godano di notevoli sgravi contributivi (-75% per la fascia montana, -68% per quella collinare).

Nella piattaforma di rinnovo del contratto quadriennale scaduto a dicembre si chiede di regolare questa situazione e se non ci saranno novità nelle prossime settimane sono previste mobilitazioni della categoria.

Altro tema trattato nella conferenza è stato quello delle aziende zootecniche:

L'Associazione Provinciale Allevatori che contava a Como 20 dipendenti, dal 1 giugno si è unita a causa della riduzione delle risorse con le rispettive associazioni di Pavia, Lecco, Milano e Varese nella AALO, associazione finanziata dai soldi pubblici del MIPAAF. Questa fusione espone al rischio di licenziamenti tra i tecnici di Lombardia e dell'assenza di presidio sul territorio, fondamentale per la tutela della salute dei consumatori.

Le risorse destinate dal ministero per il 2014 prevedevano 25 milioni di euro, scesi a 22,4 per il 2015, erogati per il 60% dal ministero e per il restante 40% dalle regioni sulla base delle specificità del territorio.

Nel 2015 il ministero ha erogato la quota a proprio carico, mentre la Regione Lombardia non ha ancora versato il finanziamento previsto peraltro nel bilancio regionale pari a 4,5 milioni di euro rischiando così di far saltare i posti di lavoratori come i tecnici della proflilassi zootecnica e gli addetti alla tenuta dei libri genealogici con la conseguenza di non avere più una certa rintracciabilità del latte e dalla carne.

Infine il segretario Baitieri ha trattato la questione degli operai forestali, sottolineando che per la tutta la Provincia di Como ci sono meno di 20 lavoratori che si occupano della cura dei boschi e della pulizia del reticolo idrico minore.

La maggior parte di questi operai al momento lavorano solo su progetti e sono quasi totalmente assenti finanziamenti strutturali dedicati a prevenzione e gestione delle aree forestali, complice anche lo scarso numero di addetti. La riforma che ha demandato alle regioni la delega sulle politiche forestali si sta rivelando disastrosa ed è pertanto necessario ritornare ad un unico piano nazionale.

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