Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Causa legale persa dagli autisti Asf: niente colletta, paga la Cgil

Così si appianano le divergenze sorte tra lavoratori e sindacato nel 2016

Quasi un anno fa esatto, il 7 ottobre 2017, QuiComo pubblicava un articolo in cui si dava conto di una causa di lavoro che cinque autisti degli autobus comaschi avevano perso contro l'azienda di trasporto locale Asf Autolinee. Quella vicenda è stata l'occasione di un'aspra divergenza tra i lavoratori e la Cgil di Como, poiché i cinque autisti si erano trovati a pagare le spese legali. Tra i colleghi era scattata una colletta spontanea per aiutarli ma nel frattempo erano piovute critiche contro il sindacato, acusato di avere lasciato soli gli autisti. 

La causa pilota

A distanza di quasi un anno la Cgil di Como ha tenuto a fare sapere a QuiComo che quelle spese legali sono state pagate dal sindacato e che di fatto "la Cgil non lascia soli i suoi lavoratori".
In effetti quella causa intentata dai conducenti era una sorta di causa pilota che se vinta avrebbe aperto la strada ad altri colleghi che avrebbero potuto intentare causa contro l'azienda per gli stessi motivi (alcuni arretrati mai ricevuti). La causa pilota era stata praticamente consigliata dalla stessa Cgil, che però aveva ventilato ai cinque lavoratori il rischio di perdere quella causa.
"In considerazione della disponibilità degli stessi a sostenere una causa pilota che avrebbe determinato, se con esito positivo, benefici per tutti i lavoratori - ha tenuto a fare sapere Cgil Como - la nostra organizzazione ha aderito alla proposta di intervenire a copertura delle spese legali per i suddetti colleghi saldando il tutto martedì 12 settembre 2017".

Un nuovo fondo speciale

"Tale iniziativa, si è resa possibile in seguito all'istituzione di un fondo ad hoc presso l'ufficio vertenze legali della Cgil di Como a partire dal 2016 - hanno inoltre spiegato dal sindacato di via Italia Libera - ed in parte sostenuta attraverso il contributo diretto della categoria Filt. La decisione è stata assunta in seguito ad un’attenta e accurata valutazione del sindacato provinciale che ne ha riscontrato la congruità con gli obbiettivi e le finalità proprie della struttura stessa".

Da adesso episodi di attrito tra lavoratori e sindacato, come quelli del 2016, non capiteranno più. Lo spiega la Cgil nella stessa nota inviata in redazione: "Analogamente segnaliamo a tutti i lavoratori che a seguito della sentenza 220 del 2015 con la quale il tribunale di Como aveva accolto le nostre rivendicazioni in ordine all'applicazione della produttività, l'orientamento assunto, anche a seguito dell'accordo separato concluso con le conciliazioni individuali, ancorché inferiori, da parte dell' organizzazione è stato quello di richiedere a tutti i lavoratori coinvolti il contributo minimo sugli arretrati percepiti,  attualmente  in corso. Questi contributi andranno ad alimentare il fondo istituito nel 2016, per poter far si che i lavoratori coraggiosi di partecipare ad eventuali vertenze pilota, che porterebbero benefici a tutti i lavoratori, possano avere copertura delle eventuali spese legali".

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