Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Ballando sull'ex Danzas

Dall'albergo all'autosilo, l'area è ancora in attesa del progetto vincente

L'area ex Danzas a Como

Il balletto intorno all'area dismessa dell'ex Danzas appare infinito quanto il tour di Bob Dylan. Solo dall'idea di costuirvi un albergo con autosilo interrato, era Bruni, anno 2008, sono passati quasi 10 anni. Nel 2012 il progetto venne ufficialmente approvato da Palazzo Cernezzi ma due anni più tardi, scaduti i termini concessi ai privati dall'amministrazione, quell'ipotesi di riqualificazione fu definitivamente abbandonata. Se ne torna poi a parlare nel 2016, quando un gruppo privato, guidato dal commercialista Giuseppe Fasana, recapita in comune il progetto dper la costruzione di un autosilo. Se ne discute ma la cordata torna all'attacco solo per una concessione commerciale per la media distribuzione, subito respinta al mittente dalla giunta Lucini. 

In sostanza, come ricordano sia Marco Butti sia il suo predecessore Lorenzo Spallino, l'area è di proprietà del gruppo Vago che al momento ha spostato i suoi interessi nella costruzione dell'Hotel Hilton di via Borgovico, che sarà consegnato il prossimo gennaio. Senza nuove autorizzazioni, lo scorso agosto è scaduta anche quella già prorogata, allo stato dell'arte per l'ex Danzas resta in piedi solo la possibilità teorica di edificare un autosilo. 

Nel frattempo, come mostra il nostro servizio fotografico, nulla si è più mosso, nemmeno idealmente. L'area, che interessa viale Innocenzo - proprio di fronte all'Hotel Petit Chateu di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi - via Venini e via Regina Teodolinda, appare infatti come un gigantesco buco, in tutti i sensi, abbandonato a un destino tutto ancora da costruire. Tra rifiuti, vandalismi e delimitazioni di cantiere, tutto ciò contribuisce a offrire un benventuto non proprio edificante. Ci troviamo a due passi dalla stazione San Giovanni e in prossimità dell'accesso al centro storico di via Garibaldi. L'assesxore all'Urbanista Marco Butti fa una sola promessa: "Sicuramente verificheremo tutta l'area e chiederemo, ove necessario, di intervenire per dare decoro e sicurezza alla zona". 

Ecco una delle tante situazioni che la nuova giunta Landriscina si trova oggi sul tavolo delle grandi opere incompiute in città. Va da sè che il  recupero delle aree industriali dismesse è in buona parte fallito. Una delle antiche ragioni, spesso evocate con ragione dall'Ordine degli Architetti, è che mai il problema è stato affrontato attraverso una visione d'insieme ma agendo sempre per singoli tentativi, quasi tutti finiti male,Ticosa in testa.

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