Economia

Anche a Como apre Burgez

Non abbiamo dovuto impegnarci molto per capire a chi potesse appartenere un’affissione del genere, il logo non mente, è di quei matti di Burgez, la catena di fast food più eclettica e famosa d’Italia.

Quelli di Burgez, coadiuvati dall’agenzia di comunicazione Upper Beast Side, non sono nuovi a queste azioni di marketing, celebre quella che vedeva i tram milanesi viaggiare per la città meneghina con sopra scritto “L’hamburger di Burgez è il più schifoso”, oppure quando una fila di 200 metri si è formata di fronte all’apertura del primo punto vendita romano, salvo poi vedersi aprire la serranda e scoprire che si trattava di un negozio di massaggi cinese, in verità era solo uno scherzo, Burgez avrebbe aperto solo un anno dopo.

Oppure, per citare altre due campagne che hanno fatto scalpore, quella in cui avevano fatto passare l’apertura del punto vendita di Monza come la riapertura del vecchio Burghy, e quella in cui una cassiera aveva infilato nelle shopper un volantino dove confessava a tutti i clienti che Burgez non la pagava, era uno scherzo ovviamente.

Questa volta a pochi giorni dall’approdo in città di Burgez (in via Cesare Cantù 48), gli stessi hanno pensato bene di affittare un mega spazio in via Canturina 194, realizzando un’affissione a dir poco strana. Niente foto dei loro hamburger, niente belle immagini come si è soliti vedere nella maggior parte delle pubblicità, ma soltanto una scritta nera su bianco che recita: Avevamo il budget ma non avevamo l’idea.

Pensare di spendere tutti quei soldi per un’affissione del genere senza pubblicizzare i propri prodotti o è da pazzi scatenati oppure da volpi del marketing, noi optiamo per entrambe le supposizioni. Non è un caso che Simone Ciaruffoli, fondatore dell’agenzia Upper Beast Side e contemporaneamente fondatore di Burgez insieme a Martina Valentini, è un esperto di marketing, l suo libri usciti pochi mesi fa stanno facendo discutere non meno delle sue azioni di marketing. 

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