Economia

Accademia Galli, futuro senza Amura

La rivoluzione Ied porterà quasi certamente il manager lontano da Como

Salvatore Amura

Se non fosse che Salvatore Amura ha rivestito in questi anni a Como un ruolo che è andato ben oltre quello di direttore dell'Accademia Galli, gruppo IED, i rumors di queste settimane sarebbero probabilmente passati inosservati, almeno in città. Ma Amura non si è limitato a riportare in attivo i bilanci dell'Accademia, Amura ne ha decretato il suo rilancio intessendo relazioni con le aziende del territorio, con gli operatori culturali, con l'amministrazione comunale. Ha fatto politica Amura, lo ha fatto da manager che si era fissato degli obiettivi chiari fin dall'inizio del suo mandato. Ma cosa è successo? Veniamo ai fatti. Tutto si svolge internamente allo Ied, Istituto Europeo del Design, di proprietà della Fondazione Morelli, dove è in atto una vera e propria rivoluzione. La prima testa a cadere è stata quella di Luca di Giacomo, sullo sfondo di vicende economiche importanti e di indagini su alcuni titoli di laurea triennale ritenuti incongruenti dal Ministero dell’Università e della Ricerca. In un articolo del Corriere della Sera, con cui Maurizio Giannattasio ha provato a fare luce sulla vicenda - da un parte vi è il consigliere anziano Stefano Boeri, che già lo scorso agosto aveva chiesto alla prefettura il commissariamento dello Ied e dall'altra Stefano Balbo che rivendica la legittimità a nuovo presidente della Fondazione - Salvatore Amura viene erroneamente indicato come uno dei licenziati dal nuovo Cda. La verità è nella sostanza un po' diversa, tanto è vero che questa mattina abbiamo trovato Amura sorridente come sempre alla sua scrivania in Accademia Galli a Como. Pur trincerandosi in questa delicata vicenda dietro un prudente silenzio, risulta però evidente che la sua posizione all'interno dello Ied sia stata messa in discussione, così come in tutte aziende in cui arriva una nuova governance. Di fatto, al momento Amura è stato rimosso dal suo ruolo di direttore delle relazione esterne e della comunicazione dello Ied. Un ridimensionamento che porterà inevitabilmente Amura a rivedere il suo futuro all'interno dello Ied, dove il manager non sembra certo disposto ad accettare ruoli minori. La sensazione, a questo punto, è che Salvatore Aamura stia già pensando ad altre strade, le offerte, soprattutto dagli ambienti milanesi, non mancano. Lo staff dirigenziale della Galli è certamente di primissimo piano e l'energia diffusa finora non sarà certo dispersa. Di sicuro occorre un erede all'altezza, e nemmeno questo, tra i tanti macigni in capo oggi allo Ied, potrà essere preso alla leggera. 

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