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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cucina Albese con Cassano / Piazza Alessandro Volta, 7

Elisa riscopre gli antichi Sgarataà: Albese ha di nuovo il suo dolce tipico della befana

La Pasticceria Casartelli ha riportato alla luce una tradizione scomparsa dagli anni Sessanta

Erano scomparsi dagli anni Sessanta, un po' come accade con certe tradizioni che senza nessuno che le tuteli e le tramandi si perdono nel silenzio e nell'indifferenza delle nuove generazioni, spesso distratte dal consumismo di massa dove la manualità e l'artigianalità sono spodestate dalla produzione in serie di una globalizzazione invadente. Gli Sgarataà, però, sono tornati a prendersi la scena della tradizione natalizia pasticcera di Albese. Sono buffi pupazzetti in pan brioche dalla forma un po' bizzarra. Il loro nome, in dialetto, significa "sbilenco". 

Gli Sgarataà di Albese prodotti dalla Pasticceria Casartelli

A riscoprirli è stata la Pasticceria Casartelli, ormai storica attività artigianale del paese (esiste dal 1979), guidata adesso da Elisa Bolognini. Da sempre il laboratorio della pasticceria di piazza Volta ad Albese con Cassano sforna in occasione dell'Epifania centinaia di cammelli di frolla e sfoglia, ma da tre anni la vera particolarità e unicità sono diventati gli Sgaratà. "Parlando con le clienti più anziane, tra cui Mina Gaffuri, Pina Savioni e Antonietta Cabiaglia detta Nena le memorie storiche del paese - racconta Elisa, la titolare - ho scoperto che oltre ai cammelli esiste un altro storico dolce dedicato al giorno della Befana. Quando i miei genitori aprirono la pasticceria nel 1979 iniziarono a produrre solo cammelli di frolla e sfoglia come richiesto dalla clientela, mentre degli Sgarataà se ne parlava poco e in maniera confusa, per alcuni anni sembrò quasi che i due termini, cammello e Sgarataà appunto, fossero sinonimi. Ma nel 2019 - continua Elisa Bolognini - ho voluto indagare sulla questione e ho scoperto che c’è molto di più. Gli Sgarataà infatti, prodotti un tempo dagli storici fornai del paese, Multenun e Canali, sono dei  dolci a forma di pupazzetto fatti con pasta lievitata. La tradizione risale a decenni fa, sicuramente prima degli anni Quaranta o forse oltre. Il significato di questa parola lo si trova nella lingua dei nostri nonni, il termine dialettale vuol dire storto, sbilenco, sciancato. Questo nome deriva dal fatto che non esisteva uno stampo per realizzarli e quindi i dolci tagliati a mano risultavano storti e irregolari nella forma e dimensione".

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