Writer a Como: "Cerco la legalità, ma il Comune conceda spazi"

Si chiama Federico, ma nell'ambiente dei writers comaschi lo conoscono con il nome con cui firma i suoi murales: "Shoot". Ha 23 anni e disegna sui muri della città da quando ne ha 17. Ora, però, ha deciso di cambiare vita: "Voglio uscire...

Si chiama Federico, ma nell'ambiente dei writers comaschi lo conoscono con il nome con cui firma i suoi murales: "Shoot". Ha 23 anni e disegna sui muri della città da quando ne ha 17. Ora, però, ha deciso di cambiare vita: "Voglio uscire dall'illegalità". Basta scappare dalla polizia per poter dare libero sfogo alla propria creatività: "Voglio disegnare solo su muri autorizzati, ma non ci sono spazi". Il giovane writer ha, quindi, chiesto aiuto a Mr. Savethewall (al secolo Pierpaolo Perretta), imprenditore con la passione dell'arte che pochi mesi fa ha aperto un negozio in via Giovio a Como dove vende opere realizzate su tele o cartoni. Proprio la figura di Mr. Savethewall sta diventando una sorta di punto di riferimento di numerosi writers che vorrebbero dedicarsi alla propria arte senza dover per forza muoversi nell'illegalità. Il tema è quanto mai attuale in città: stasera (lunedì 27 gennaio 2014) il consiglio comunale di Como vota la delibera cosiddetta "anti-imbrattatori" proposta da Movimento 5 Stelle. La delibera da una parte punta a ribadire la necessità di reprimere i vandalismi compiuti da chi sporca i muri con scritte realizzate con la vernice spray; dall'altra chiede all'amministrazione del sindaco Mario Lucini di individuare e concedere spazi a quei writer che vorrebbero spazi dove esprimersi senza correre il rischio di una denuncia. L'intervista a Shoot diventa, allora, lo spunto per guardare e analizzare la problematica dei writers da un nuovo punto di vista. Dal punto di vista di chi non ha nulla a che vedere con le scritte (in gergo "tags") realizzate sui muri delle case del centro storico ma che semplicemente vorrebbe poter spargere i suoi colori dando vita a qualcosa di bello sul grigio cemento della città. Fabbriche abbandonate, recinzioni o muri di contenimento: purché sia legale.

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