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Via Varesina, cimitero immenso e silenzioso di vetrine e di speranze

Via Varesina, cimitero immenso e silenzioso di vetrine e di speranze

Via Varesina, cimitero immenso e silenzioso di vetrine e di speranze

Difficile che un comasco non ci passi, prima o poi, da lì. Ma - per paradosso - difficile anche che faccia caso con attenzione ai dintorni. Eppure quella strada, quello stradone che porta al centro di Como, proprio sotto gli sguardi di...

Difficile che un comasco non ci passi, prima o poi, da lì. Ma - per paradosso - difficile anche che faccia caso con attenzione ai dintorni. Eppure quella strada, quello stradone che porta al centro di Como, proprio sotto gli sguardi di centinaia di persone, si è lentamente trasformata in un "cimitero". Mese dopo mese, anno dopo anno. Lentamente, ma forse nemmeno troppo. Quel "cimitero" è via Varesina, strada che assieme a via Pasquale Paoli si può considerare la più importante arteria di accesso al capoluogo nella zona sud. Vi transitano migliaia di auto - attorno al nodo di Camerlata il Comune ne ha contate ufficialmente 30mila al giorno - dunque vi passano migliaia di occhi. Ma pochi, probabilmente, si soffermano sulla strage degli innocenti. Che, per la gran parte, continua a produrre "decessi" sul lato destro della via, direzione centro.

A dispetto del fatto che l'ultima vittima abbia ammainato la bandiera all'imbocco della corsia in uscita, davanti alla fontana impacchettata - lo storico "Fornaio Beretta", vera istituzione di quartiere per pane, pizze, focacce e pasta ha chiuso a inizio anno - i 300 metri della morte iniziano tecnicamente da via Badone. Da lì, a salire, sul lato opposto del "Gloria" anch'esso non senza problemi, si aprono verso il mondo ancora un paio di bar, un panificio, una gioielleria, un vendo oro, un paio di parrucchieri e qualche altro stoico resistente. In mezzo ai vivi, però, le croci non si contano: dal celeberrimo "Ul Bacan", chiuso ormai da anni e mai più riaperto, salendo è una sequela di serrande calate su polvere e sogni. Dal negozietto di una manciata di metri quadri fino all'annuncio di "intero stabile", il lato destro di via Varesina è in vendita o in affitto. I cartelli punteggiano gli edifici ogni 10-20 metri, persino su attività ancora aperte ma forse già in cerca di un futuro diverso. Migliore, si spera. Almeno 10 gli esercizi barricati e vuoti dietro serrande implacabili. E qualche sporadica recente apertura qua e là - più cambi di gestione e proprietà che attività nuove in senso stretto - non cambia la sensazione di fondo: una via morente. O quantomeno in gravissima sofferenza.

Tra un pò, in fondo al "tubo" di via Varesina, aprirà il maxi-scatolone dell'ex Trevitex: un ipermercato Esselunga, struttura che sarà di complessivi 5.500 metri quadrati, 3.800 per la vendita e 1.700 di depositi e magazzini, a cui si aggiungeranno negozi di vicinato per 1.440 metri quadrati con priorità per gli esercenti della zona e locazione a canone agevolato del 50% (ma, pare, non bar e simili perché la catena si affida già a un marchio partner, ndr). Che ne sarà dei superstiti di via Varesina, quando aprirà i battenti il gigante?

paolo-frisoni-15L'assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi, Paolo Frisoni, non si fa illusioni. "Sul fatto che il supermercato possa essere una vera opportunità per i piccoli negozianti nutro i miei forti dubbi - dice l'esponente della giunta - Di solito, le grandi catene tendono a portare al loro interno tutta l'offerta che si trova negli esercizi dei dintorni, naturalmente con prezzi e offerta concorrenziale. Non so come chi resterà fuori potrà ottenere benefici dal nuovo iper di Camerlata. Struttura, questa, che però certamente porterà una rivitalizzazione del quartiere di Camerlata, soprattutto se aprirà anche il cinema. Questi aspetti saranno positivi".

"Per quanto riguarda i molti negozi chiusi sulla Varesina - conclude Frisoni - un tempo i commercianti erano preoccupati della eventuale realizzazione di una corsia dedicata ai bus lungo la strada, che avrebbe tolto i posteggi bianchi. L'intervento poi non si fece, ma gli esercizi hanno chiuso ugualmente e anche senza l'ipermercato ancora funzionante. Probabilmente la crisi economica di questi anni ha avuto un ruolo determinante per questa situazione".
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