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Via Garibaldi e il ruggito di Rita: "Ben venga la Ztl. Ma con questo metodo è un disastro"

"Voglio premettere una cosa: io non sono e non sono mai stata contraria in maniera pregiudiziale o preconcetta alla Ztl. Non rimpiango per niente le auto che giravano in città murata e dirò di più, confido che persino via Garibaldi alla fine...

"Voglio premettere una cosa: io non sono e non sono mai stata contraria in maniera pregiudiziale o preconcetta alla Ztl. Non rimpiango per niente le auto che giravano in città murata e dirò di più, confido che persino via Garibaldi alla fine di questo cantiere potrà favorire le attività. Ma sui modi, sul metodo di realizzarla utilizzato dal Comune, ecco, allora su quello sono furibonda". Rita Baruffaldi - donna che definire energica è delicatissimo eufemismo - non avrebbe aggiunto una parola di più, senza la premessa di cui sopra. A passare per la "nemica della zona a traffico limitato, senza se e senza ma" proprio non ci stava. E però, la sua rabbia per una gestione dell'ampliamento della città senz'auto - e soprattutto senza parcheggi, come vedremo - è trattenuta a stento. Non solo da lei, peraltro: oggi, davanti alle inferriate del cantiere che entro fine aprile dovrà trasformare via Garibaldi - dove affaccia la caffetteria di cui Rita è titolare - in una sorta di boulevard fiorito, la sua giovane commessa ha sfoderato nientemeno che una t-shirt con scritto: "Il mio posto di lavoro vale meno di un posto auto".

rita-commessa"Ha paura, la capisco. D'altronde vede anche lei come me che, realizzata in questo modo, perché questo è il punto, la Ztl ci sta mettendo in grossa difficoltà - riprende il filo Rita Baruffaldi - Già subito dopo i primi interventi, il lavoro è calato del 30% secco. Ora, tra cantiere e altre novità, temiamo altre ripercussioni. E a tirare fuori gli stipendi per tutti si fa fatica, inutile negarlo. A scando di equivoci, però, ripeto che qui non è in discussione se tutto il centro o solo via Garibaldi saranno più belle dopo i cantieri. Ci mancherebbe altro che non lo fossero. Si figuri che io spero magari che proprio qui davanti, un giorno, potrò mettere qualche tavolino, chissà. Insomma, in teoria è tutto bello, ma se alla fine alla gente impedisci di arrivare in centro, se continui a rendere il centro sempre più inaccessibile, irraggiungibile e senza uno straccio di parcheggio in più mentre in mezza città ne cancelli o ne sposti a centinaia, trasformando quelli gratis in blu o gialli, allora i problemi aumentano. E i negozi sono i primi a farne le spese, compresa una caffetteria come la mia che sul passaggio della gente conta molto, ovviamente".

In queste giornate fredde e piovose a rendere tutto ancora più complicato è quell'enorme cantiere che ha ingabbiato via Garibaldi e continuerà a farlo fino ad aprile. "Anche su questo, nessuno discute che i lavori debbano essere fatti - prosegue Rita - Però è l'ennesimo disagio, sebbene temporaneo, che ci viene inflitto dal Comune senza contropartita. E come me so per certo che stanno vivendo grosse difficoltà altri negozianti di via Garibaldi".

"D'altronde - prosegue lo sfogo - prima hanno tolto i posti blu, poi hanno messo quelli bianchi a pagamento, poi tolgono quelli gialli, poi chiudono piazze e vie per mesi. Se alla fine mi dicessero che arriveranno anche nuovi posteggi, nuovi autosili, nuove aree di sosta magari anche non attaccate al centro ma servite da mezzi, navette o cos'altro, allora potrei dire che tutto funziona. Ma così proprio no - torna a insistere Rita Baruffaldi - Si continua a ridurre la possibilità di sostare per i cittadini ma anche per i turisti stessi, e tutto questo senza mai dare nulla in cambio, senza offrire alternative reali. In compenso, quello che non manca mai, sono le piste ciclabili, come qui nella vicina via Gallio: un breve tratto senza senso. Ma chi come me abita a Civiglio e magari non ha 20 anni, come ci arriva a Como tra salite e pioggia: pedalando? Ma mi facciano il piacere".

Nemmeno l'imminente dolcezza di San Valentino attutisce la delusione: "Macché - sbotta - Anzi, abbiamo appena fatto la vetrina a tema, ma qui tra lavoro, marciapiede ristretto, pioggia e assenza di posteggi comodi e liberi vicini, non passa quasi nessuno". La negoziante accanto, sulla porta per fumare una sigaretta con il negozio vuoto alle spalle, concorda vistosamente.

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