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Veronelli, Levrini, Molteni, Roncoroni e tantissimi ex An: chi c'era da Fratelli d'Italia

Sarebbe ovviamente scorretto collegare sempre e comunque i volti e i nomi partecipanti a un evento pubblico - benché organizzato da un partito - alla loro adesione tout-court alla sigla specifica o alla vicinanza politica con i suoi...

Sarebbe ovviamente scorretto collegare sempre e comunque i volti e i nomi partecipanti a un evento pubblico - benché organizzato da un partito - alla loro adesione tout-court alla sigla specifica o alla vicinanza politica con i suoi rappresentanti. Così come è altrettanto certo che il tema specifico di un incontro aperto alla cittadinanza, anche da solo, può certamente convogliare nella stessa sala persone con idee, visioni e storie personali radicalmente opposte ma - in quelle due ore ben delimitate - semplicemente accumunate dall'argomento specifico, a prescindere dal proponente. Detto questo, è anche vero che agli eventi del Pd raramente si vedono torme di esponenti forzisti o pentastellati, così come è difficile trovare una vasta maggioranza di renziani alle tavole rotonde leghiste o - nel caso di oggi - proposte da Fratelli d'Italia. E allora, fatte queste prolisse premesse di inquadramento, vediamo chi c'era oggi al convegno organizzato dal consigliere comunale Marco Butti e dall'ex senatore Alessio Butti allo Yacht Club di Como, con gli architetti Michele Pierpaoli (presidente dell'Ordine comasco) e Attilio Terragni, oltre che l'ex soprintendente lombardo, Alberto Artioli, al tavolo del relatori.

mdeC'era, in ottima forma dopo qualche travaglio fisico non da poco, l'ex assessore provinciale e comunale di Forza Italia prima e Pdl poi, Alessandro Colombo, giusto per citare un politico notissimo in città ai tempi del governo del centrodestra ma per molti anni proprio in rotta con l'ex parlamentare di An. Ma c'era anche un piccolo album della famiglia della destra comasca dal vivo: Nini Binda, per esempio, battezzato da Forza Italia ai tempi dell'ingresso in giunta nel 1998 ma poi avvicinatosi moltissimo ad An; ma anche l'ex assessore ai Lavori pubblici Fulvio Caradonna, disarcionato dalla furia anti-muro sul lungolago e da allora pressoché sparito dalla scena pubblica cittadina; c'erano anche Valerio Zauli, ex capogruppo di An in Provincia ai tempi della presidenza Carioni e oggi nello staff di Fratelli d'Italia in Regione, il consigliere comunale di Villa Guardia, Piermario Vimercati, l'ex capogruppo di An in consiglio comunale a Como, Fulvio Capsoni, l'ex presidente della Circoscrizione 7, Massimo Mascetti, ma soprattutto spiccavano l'ex vicesindaco di Como, Paolo Mascetti, e l'ex assessore ai Lavori pubblici, Stefano Molinari; notato anche il consigliere regionale Francesco Dotti, il sindaco di Casnate con Bernate, Fabio Bulgheroni, così come - tra i meno noti - Dino Ferella, sempre area ex An, diversi incarichi in società partecipate ai tempi.

mdeMa fin qui, volendo, siamo nell'Amarcord. Forse più interessanti, per quanto riguarda la (possibile) attualità politica, altre figure. Anna Veronelli, ad esempio, consigliere comunale di Forza Italia e coordinatrice del partito nel capoluogo. E' vero che non esiste praticamente evento pubblico cittadino senza la sua presenza, ma resta difficile disgiungere completamente la tappa da Fratelli d'Italia da possibili dialoghi amichevoli politici. Altra presenza ormai classica degli appuntamenti organizzati in città dal partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni - era già accaduto per quello sul futuro di via Milano - il coordinatore di Italia Unica (in ottimi rapporti con Anna Veronelli, ndr), Daniele Roncoroni. In sala anche il presidente dell'associazione culturale Costruiamo, Luca Levrini, da qualche tempo attivissimo, con il collega di studio professionale e presidente del Festival della Luce, Franco Brenna.

Non è finita: perché la presenza dell'ex consigliere comunale e candidato sindaco nel 2012 per la lista "Per Como", Mario Molteni, sancisce ormai in via pressoché ufficiale il patto d'alleanza con il consigliere Marco Butti.

Un piccolo spaccato del centrodestra che fu - più destra che centro - tra effetto nostalgia e ipotesi di nuovi incroci. Non senza qualche suggestione.
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