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Variante Pgt, ok in consiglio. Opposizione fuori dall'aula, Marzorati aiuta la maggioranza

Approvazione con doppio brivido, ieri sera, per la variante al Pgt. Verso la fine della discussione sul documento urbanistico - su cui sono stati il sindaco e il dirigente Giuseppe Cosenza a rispondere ai consiglieri durante il dibattito per...

Approvazione con doppio brivido, ieri sera, per la variante al Pgt. Verso la fine della discussione sul documento urbanistico - su cui sono stati il sindaco e il dirigente Giuseppe Cosenza a rispondere ai consiglieri durante il dibattito per l'assenza nella prima fase dell'assessore Lorenzo Spallino, giunto a metà serata causa altri impegni - è tornato ad aleggiare in aula lo "spettro" delle vicende legate alla delibera Acsm Agam. Ovvero, il tema delle possibili incompatibilità di alcuni consiglieri per il rischio (virtuale) di interessi diretti connessi all'approvazione del documento.

Nel caso specifico, sono stati i due esponenti di Paco Sel, Luigino Nessi e Celeste Grossi, a interpellare formalmente sia il presidente del consiglio comunale, Stefano Legnani, sia il segretario generale, Tommaso Stufano, sui potenziali rischi della loro posizione di soci di Coop Lombardia, società che ha effettivamente presentato osservazioni al Pgt, fattore che (sempre in linea puramente teorica) in qualche modo avrebbe potuto configurare qualche sorta di conflitto di interessi per gli amministratori. Dopo una vivace dibattito, con il consigliere comunale di minoranza Francesco Scopelliti che ha minacciato di rivolgersi in Procura in caso di decisioni non perfettamente in linea con quelle prese per il caso Acsm-A2A, quando 3 consiglieri finirono in Procura e vennero indicati all'Anac perché in possesso di un pugno di azioni delle aziende, il voto sulla variante (articolato in 7 punti specifici e nel voto complessivo finale) ha visto per due volte Nessi e Grossi non partecipare sui altrettanti "paragrafi" specifici e potenzialmente interessati dal possesso di loro azioni di Coop Lombardia.

Oltre a questo caso più teorico che reale - e tenendo conto che alla fine il testo complessivo della variante è stato approvato con 19 sì (su 20) e un'astensione - va segnalato che proprio a causa della mancata partecipazione al voto su due punti dei due consiglieri di Paco Sel, la maggioranza ha corso veramente sul filo dei numeri visto che in aula in quelle occasioni i gruppi di opposizione hanno abbandonato l'aula e ai banchi sono rimasti soltanto 16 consiglieri di centrosinistra (dunque uno in meno del numero legale necessario), ai quali però per evitare guai è andata in soccorso l'esponente di minoranza (ma da tempo vicina alla maggioranza in più occasioni) Roberta Marzorati della Lista Per Como.

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