Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Variante Pgt, gli architetti: "Mancano strategia politica e un disegno su viabilità e sosta"

"Mancanza di strategia politica". "Mancanza di un disegno globale della mobilità e della sosta sostenibili". "Mancanza di una strategia urbana basata sulle grandi e sulle piccole infrastrutture". "Mancanza di pianificazione urbana all'interno...

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Ma a cosa si riferisce quel ripetersi a raffica della parola "mancanza" messo nero su bianco dal presidente degli Architetti, Michele Pierpaoli, in nome del consiglio dell'associazione in sede di osservazioni alla variante del Pgt? Al Piano dei servizi, sorta di "anima" del Pgt che ha l'obiettivo di definire le linee della pianificazione urbanistica con particolare attenzione all'individuazione di fabbisogni, dimensionamento e attuazione dei servizi pubblici in città. Una sorta di "che cosa e dove", insomma.

Ad ogni modo, la stroncatura su "strategia politica", "mancanza di disegno globale della mobilità e della sosta sostenibili", "mancanza di strategia urbana sulle grandi e piccole infrastrutture" e via dicendo - con la premessa che "si chiedeva che il Piano dei servizi non fosse un mero adempimento burocratico ma uno strumento che delineasse chiaramente la visione che questa Amministrazione aveva per la nostra città" - non è l'unica (sebbene certamente la più roboante) contenuta nell'osservazione depositata dall'Ordine degli architetti in Comune (documento che ieri, ai membri della Commissione Urbanistica - così come tutti gli altri - è stato presentato in una estrema sintesi depurata di tutti i passaggi più duri: cliccando qui potete leggerle tutte, sebbene riassunte). Rispetto al tema generale della "Rigenerazione urbana", ad esempio, gli architetti scrivono che "in considerazione dell'acceso dibattito suscitato dalla legge regionale 31/14, inerente in particolare il recupero del patrimonio edilizio esistente, anche attraverso l'introduzione del tema della rigenerazione urbana e della manifestata volontà espressa sia della vigente strumentazione urbanistica che dalla variante di aderire ai contenuti propri dalla suddetta legge, di contenere il consumo di nuovo suolo; si reputa che l'anzidetta variante sia carente nel proporre un progetto urbano che incentivi l'uso dell'edificato esistente". ticosa-22apr15E ancora, rispetto al tema dell'Housing sociale, l'Ordine segnala che "una volta accertata la presenza di una domanda non soddisfatta di edilizia sociale/convenzionata e preso atto della volontà di rimodulare la differenza di abitanti teorici, tra quanto rideterminato e quanto stimato precedentemente, verso l'edilizia sociale/convenzionata, non si condivide la scelta di limitarsi a consentire interventi per residenza integrata anche negli ambiti CR1.1 e CR1.2., prevalentemente artigianali e/o produttivi" e "si chiede di valutare l'individuazione di ulteriori ambiti strategici per residenza integrata, valorizzando aree già a vocazione residenziale all'interno del tessuto urbano consolidato". stadio-11ott15Interessante anche il paragrafo dedicato alla cittadella razionalista dello sport della città, a partire dallo stadio Sinigaglia. "La percentuale su base annua di tempo per la sua fruizione - scrivono gli Architetti - rivela che la piscina è utilizzabile per il 45% del tempo. Il confronto con lo Stadio è impietoso: quest'ultimo si attesta allo 0,6% impedendo, tra l'altro, l'utilizzo della piscina e, a causa delle normative riguardanti il calcio professionistico, isolando di fatto tutto il comparto dalla città. La città di Como può e deve ripartire da quest'area, confermandola come area per lo sport, la cultura e il turismo: per fare in modo che diventi di nuovo uno spazio pubblico della città per gli abitanti di Como 360 gironi all'anno è necessario rigenerare, attraverso il riuso, questo quartiere. Inoltre, visto che l'attuale posizione dello Stadio Sinigaglia da sempre comporta dei notevoli problemi di "ordine pubblico" durante le partite di calcio professionale, si consiglia di individuare, al di fuori dell'area del centro storico e lungo lago, un'area idonea da tutti i punti di vista (sicurezza, accessibilità, ecc.) per la costruzione di un palazzetto dello sport". Inteso: fuori dal centro lo stadio. spallino-comune-22dic14Dal canto suo - dopo l'approvazione di oggi in giunta - l'assessore all'Urbanistica, Lorenzo Spallino, ha commentato che "la variante completa il percorso avviato nel 2012 con l'adozione del Piano di Governo del territorio e pone le basi per un'eventuale variante generale".
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