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Varese, falso invalido giocava a fare il soldato: tradito da Facebook

Stando alla sua cartella clinica aveva un grave problema di vista, tanto da essere stato assunto in una pubblica amministrazione di Varese come invalido, tra l'altro godendo anche di una pensione di invalidità nonché di sostegno al lavoro. Nel...

Stando alla sua cartella clinica aveva un grave problema di vista, tanto da essere stato assunto in una pubblica amministrazione di Varese come invalido, tra l'altro godendo anche di una pensione di invalidità nonché di sostegno al lavoro. Nel tempo libero, però, giocava a fare il soldato nei boschi. Per la precisione praticava il softair: simulazione di guerra con pistole sportive che sparano pallini di plastica. Va da sé che per giocare a softair uno dei requisiti più importanti è la buona mira.

Il falso invalido, dunque, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza che ha avviato indagini su un campione di sospetti lavoratori dichiarati invalidi. L'uomo, impiegato come centralinista in un ufficio pubblico, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook alcune foto che lo ritraevano nei boschi in tuta mimetica durante le scorribande di softair.

Nel 1990 una commissione medica di Palermo gli aveva riscontrato e certificato un grave difetto di vista. Nel 2006, a seguito di un bando di concorso per posti riservati a disabili, veniva assunto, quale centralinista non vedente, in un'amministrazione pubblica con sede a Varese, poiché in possesso dei requisiti previsti. Tuttavia nel corso del 2011 era stato sottoposto, d'iniziativa, ad una visita di controllo da parte della Commissione Medica Superiore dell'INPS di Varese, al fine di accertare l'eventuale aggravamento della patologia di tipo degenerativo, a suo tempo riscontrata. In quella sede gli è stata constatata una carenza visiva, ma non così invalidante, da consentire all'impiegato pubblico di poter continuare a percepire la pensione di invalidità e di mantenere i requisiti previsti per l'assunzione ed il mantenimento del posto di lavoro. L'impiegato pubblico, per nulla preoccupato, continuando a dedicare il proprio tempo libero alla pratica del softair, si è ben guardato dall'informare l'amministrazione di appartenenza riguardo all'esito delle nuove risultanze degli accertamenti medici a cui era stato sottoposto, conscio del fatto che avrebbe potuto perdere il posto di lavoro, riservato ai portatori di handicap.

In linea con le direttive impartite dalla locale Procura della Repubblica, previ contatti con la Direzione Provinciale dell'INPS di Varese, ente responsabile della gestione dei flussi di spesa, a testimonianza della costante sinergia tra gli organi investigativi e quelli preposti alla spesa pubblica, è stato accertato l'ammontare delle risorse indebitamente percepite per diverse migliaia di euro.

Si è accertato che era già in corso, da parte dell'Ente previdenziale, un'azione di recupero delle somme che indebitamente erano state corrisposte mediante l'invio di bollettini di pagamento che, ad oggi, sebbene in scadenza, o già scaduti risulterebbero non ancora saldati.
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