Cronaca

Appalti, coop, varianti: per il verde il Comune ha speso 1,2 milioni in 30 mesi

Un fiume di denaro e di cooperative sociali, più due aziende diventate a metà cammino una sola. Con un conto finale che sfiora il milione e 200mila euro in poco più di 2 anni e un verde cittadino che quest'estate è stato al centro di roventi...

Rapinese: "Rimosso il dirigente che aveva previsto i problemi al verde di Como"

Un fiume di denaro e di cooperative sociali, più due aziende diventate a metà cammino una sola. Con un conto finale che sfiora il milione e 200mila euro in poco più di 2 anni e un verde cittadino che quest'estate è stato al centro di roventi polemiche e di una multa ai privati detentori dell'appalto comunale per circa 4mila euro. E' più nera che "green" la storia della cura degli spazi fioriti e alberati di Como, dalla metà del 2012 - data di insediamento della nuova giunta - a oggi. Vediamone alcune tra le tappe più significative, non prima però di fare un piccolo tuffo nel passato. E ricordare, per esempio, che il sistema di Global Service per il verde cittadino che venne introdotto dagli esecutivi del centrodestra nel 2002 e poi mantenuto fino a poco prima dell'ultima sconfitta elettorale, pur anch'esso tra grandi polemiche (la più celebre culminò nelle dimissioni dell'assessore Cristiano Mantero) costò mediamente 516mila euro all'anno con tutti i servizi affidati a un unico raggruppamento di imprese. Un sistema, come detto, non certo perfetto e che poche settimane dopo l'insediamento dell'attuale assessore, Daniela Gerosa, venne indicato come l'origine di molti mali e immediatamente accantonato. Per che cosa? Ora lo vediamo.

stefano-bruni-1Nella tarda primavera del 2012, quando il centrosinistra guidato da Mario Lucini vince le elezioni, il verde di Como è in una fase di passaggio. Cioè dal 21 marzo precedente - e fino al febbraio 2013 - il soggetto deputato a traghettare la città dall'eredità del Global al nuovo sistema in fase di elaborazione da Daniela Gerosa è la Rattiflora. Società molto nota che, in virtù di un appalto-ponte da circa 201mila euro, traghetta (bene) aiuole e giardini verso il cosiddetto spacchettamento degli appalti per la gestione della materia. Ossia - ecco che si manifesta il Gerosa-pensiero - non più un unico appalto da 2 milioni di euro a quadriennio come accadeva prima, bensì una serie di gare più piccole che suddivida interventi e zone.

Dunque, il primo progetto-ponte per la cura e la manutenzione del verde scatta nell'inverno del 2013, quando per 182mila euro suddivisi tra ben 4 cooperative sociali (Il Solco, la coop Solaris, e l'Ati Esedra-Demetra, ognuna con un suo lotto da eseguire) viene affidato l'incarico fino al luglio dello stesso anno. Naturalmente, arrivati all'estate senza che siano ancora state aggiudicate le due gare più grosse che costituiranno (e costituiscono) il cuore dello "spacchettamento", serve un prolungamento dell'incarico al poker di coop sociali. Che puntualmente arriva: per 89mila e 500 euro complessivi, le 4 cooperative gestiranno il prolungamento del servizio fino al 14 settembre successivo.

Nel frattempo, però, in Comune ci si rende conto che nei servizi è escluso lo sfalcio e al diserbo dei cigli stradali. E allora, ecco che sempre a luglio arriva un incarico alla cooperativa "Il Seme" per 22mila euro, che provvederà a questo. Ma non soltanto a questo. Perché a partire dalla seconda metà di settembre - dopo una procedura negoziata riservata soltanto alla cooperative sociali - è sempre la cooperativa Il Seme a spuntarla per "il servizio di manutenzione ordinaria del verde annesso ad alcune strutture pubbliche" fino al settembre 2015. In questo caso, l'offerta vincente (su una base di 220mila euro) è pari a 205mila euro.

giardini-sporchi-120140821_0024Ma il 2013 è l'anno delle casse floride evidentemente. Perché sempre nel mese di settembre, ecco che il vero "big appalto" per la manutenzione del verde viene finalmente assegnato a un'associazione di due imprese, una milanese e l'altra varesotta: la Floricoltura Minetti e la Boscoforte Srl, che con 570mila euro ottengono l'appalto per la cura generale del verde di Como fino al 15 settembre 2015 (termine che, però, in realtà, sarà certamente prorogato perché la tardiva approvazione del bilancio 2015 non ha permesso di avviare le procedure per la nuova gara triennale). Ma l'anno d'oro delle gare per il verde di Como non è ancora concluso. Anzi, ecco spuntare una vera rarità all'inizio dell'autunno: il servizio di manutenzione ordinaria del verde annesso ad alcune strutture pubbliche nel solo quartiere di Sagnino viene infatti affidato con una spesa di 31mila euro all'ennesima cooperativa, la Sociolario. Nel panorama delle 9 circoscrizioni della città, una vero privilegio.

giardini-sporchi-120140821_0015Si arriva al 2014. E non si parte bene. Perché nell'aprile di quell'anno, improvvisamente, a Palazzo Cernezzi ci si accorge che "è necessario ed urgente garantire la manutenzione dei cigli stradali e dei marciapiedi mediante l'eliminazione delle infestanti erbacee che spontaneamente si insediano ai margini delle stesse, intervenendo con diserbo chimico e sfalcio meccanico, per il periodo decorrente dall'esecutività della presente determina fino al 15 novembre 2014". Come mai questa scoperta tardiva? Lo dicono le carte: "In fase progettuale detto servizio non era stato previsto in quanto le indicazione della giunta comunale ne assegnava tale competenza al Settore Reti". Costo della dimenticanza: 48.800 euro che vanno a rimpolpare il totale della Floricoltura Mainetti e della Boscoforte Srl. La somma viene coperta dagli accantonamenti "per imprevisti" legati al ribasso d'asta.

Nel frattempo, accade un'altra cosa curiosa: dall'associazione di imprese che vinse il maxi-appalto dell'autunno 2013 con un'offerta netta di 570mila euro, una se ne va (la Boscoforte). Eppure, il Comune accetta la garanzia che la sola altra azienda rimasta (quella multata quest'estate ndr) sarebbe riuscita comunque a curare e manutenere il verde come da contratto originario. gerosa-villaolmoFinita qui? No. Perché ancora la primavera scorsa - esattamente come 12 mesi prima - si ripropone il tema della dimenticanza originaria nell'appalto-madre della manutenzione e dello sfalcio dei cigli e dei marciapiedi. E dunque, ecco un'altra perizia di variante (sempre coperta dai ribassi originari), questa volta da 46mila che vanno soltanto alla Floricoltura Minetti. E fanno lievitare i 570mila euro originari dell'appalto fino a quota 666mila.

Insomma, a conti fatti (senza contare il capitolo da 201mila euro "ereditato" da questa giunta e relativo all'incarico ponte della Rattiflora), dal febbraio 2013 a oggi il Comune ha speso circa 1,2 milioni per il verde. Tanto quanto, e forse più, delle (pur vecchie) tariffe dell'odiato Global Service (516mila euro all'anno).

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