Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Uffici pubblici, servizi e start-up alla Stazione San Giovanni: il progetto di Comune, Fs e Poste

La novità è ufficiale ma ancora tutta da capire nei suoi possibili sviluppi. In astratto, è affascinante per Como: la realizzazione di una centrale (letteralmente) di servizi e uffici pubblici alla Stazione San Giovanni, destinata in ipotesi non...

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La novità è ufficiale ma ancora tutta da capire nei suoi possibili sviluppi. In astratto, è affascinante per Como: la realizzazione di una centrale (letteralmente) di servizi e uffici pubblici alla Stazione San Giovanni, destinata in ipotesi non soltanto ad essere riqualificata ma addirittura a diventare un caso unico in Italia. A far muovere il primo passo ufficiale a questo scenario sono il Comune di Como, Ferrovie Italiane e Poste Italiane. Insomma, tre nomi di un certo peso, uniti in protocollo di intesa già approvato. Un documento nel quale si legge testualmente che "nell'ambito della Programmazione della città e dello Sviluppo economico, inclusi la pianificazione urbanistica, il trasporto e la mobilità, le attività produttive, l'ambiente, la cultura e il turismo, l'amministrazione comunale svolge tali attività anche mediante la promozione di nuovi progetti di riqualificazione, innovazione e creazione di servizi innovativi a supporto del miglioramento economico e sociale della popolazione locale e delle imprese". E qui entra in campo una quarto attore, la società romana "Esef Srl (European Service Economic Forum, ndr) che ha sviluppato il Progetto CUIS-Comunità urbana e interurbana, inclusiva e sostenibile", all'interno del quale "si reputa che il Comune di Como abbia, o possa avere, interesse allo sviluppo di un'attività progettuale di carattere sperimentale riguardante un nuovo modello di Centro di servizi intelligenti di pubblica utilità che potrebbe rappresentare una good practice da replicare in ambito nazionale e internazionale". Il tutto, come si diceva, "presso la Stazione Ferroviaria di San Giovanni, dove Poste Italiane potrebbe essere interessata a localizzare un punto di servizi integrato all'interno di tale Centro".

"Il progetto potrebbe operare - si legge ancora nel protocollo di intesa - mediante l'utilizzo di strumenti di finanza di progetto e di partenariato pubblico privato, anche a favore della creazione di nuove micro imprese e di nuova occupazione". A questo punto, l'unico altro documento disponibile in materia è la delibera della giunta comunale con cui è stato approvato il protocollo d'intesa con Poste e Ferrovie. Dove si torna a parlare direttamente dello scalo comasco: "La stazione ferroviaria San Giovanni è un punto di passaggio di numerosi cittadini e turisti, e costituisce il "biglietto da visita" della città - si legge - Da tempo il Comune di Como è impegnato nel dialogo con Centostazioni e RFI-Reti Ferroviarie Italiane per migliorare i servizi offerti ai passeggeri". Il riferimento - nell'ambito di un quadro della stazione ancora più che deficitario, nel complesso - è ovviamente all'info point comunale realizzato nel salone della stazione San Giovanni, "che si è rivelato un punto di riferimento per i passeggeri" ma che soprattutto "sarebbe utile affiancare con altri servizi". cavadini-sfiduciaArriviamo dunque al terzo passaggio cruciale contenuto nella delibera, ossia il rimando nientemeno che "al programma di mandato del sindaco che pone attenzione al rilancio della Stazione San Giovanni come polo della mobilità cittadina", con un rimando diretto "al progetto eCOMObility, lanciato da questa Amministrazione nell'ambito delle Politiche per la mobilità, che ha come obiettivo finale a breve, medio e lungo termine, quello di migliorare la qualità della vita e della mobilità nella città, favorendo lo sviluppo culturale, turistico e commerciale di Como".

Da tutto questo popò di roba dovrebbe dunque discendere l'intenzione - "con la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa tra Comune di Como, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane e società Esef Srl" - di avviare congiuntamente "un'analisi di fattibilità tecnico-finanziaria per realizzare in modo sperimentale un Centro di Servizi di pubblica utilità nella Stazione di San Giovanni". E, nello specifico, l'impegno di Palazzo Cernezzi sarà "favorire l'individuazione dei servizi da insediare presso la Stazione San Giovanni, fornendo i dati utili a individuare le esigenze dei viaggiatori e favorendo il contatto con gli operatori privati e pubblici della città". Strumento di scopo sarà "un Comitato di indirizzo composto da un rappresentante per ciascuna entità partecipante, presieduto dall'Assessorato al Turismo del Comune di Como". A Luigi Cavadini, insomma, spetterà dire (entro un anno al massimo) se un centro di servizi pubblici alla stazione San Giovanni potrà diventare realtà o rimanere uno dei tanti progetti mai realizzati per il rilancio dello scalo.

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