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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca

L'uomo che uccise la moglie e la figlia rinuncia all'eredità

Tutto andrà al figlio sopravvissuto alla strage che sta lottando per tornare a una vita normale

Alessandro Maja ha rinunciato all'eredità della moglie, Stefania Pivetta, da lui uccisa insieme alla figlia Giulia, nel maggio 2022 a Samarate (Varese).

Il legale Gino Colombo ha comunicato la decisione del suo assistito all'agenzia Ansa. L'uomo ha spiegato come Maja abbia preso la decisione "durante l'udienza con il giudice tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno per i suoi beni, lo scorso 8 maggio".

Poi ha precisato: "Maja in quell'occasione ha rinunciato all'eredità della moglie e ha espresso il desiderio di dare immediatamente al figlio per le cure 15 mila euro, di sua iniziativa". Nicolò, 22 anni, è sopravvissuto all'aggressione di suo padre, e oggi sta lottando per tornare a una vita normale, dopo numerosi interventi e mesi in ospedale. Relativamente la perizia depositata dal perito designato dalla Corte d'assise di Busto Arsizio (Varese), che verrà discussa il prossimo 19 maggio in aula e che definisce Maja idoneo a subire un processo, l'avvocato Colombo ha evidenziato che "rispetto alle conclusioni che lo definiscono affetto da 'un disturbo di personalità che però non influisce sulla sua capacità di stare in giudizio', ci saranno certamente "delle criticità" di cui discutere.

La strage

Il 4 maggio 2022 a Samarate, in provincia di Varese, Alessandro Maja ha ucciso la moglie Stefania, 56 anni, e la figlia Giulia di 16 anni; mentre il figlio Nicolò, 24 anni, venne ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. A dare l'allarme quella mattina alle 7.30 alcuni vicini di casa, spaventati dalle terribili urla che arrivavano dalla villetta. Furono proprio i vicini ad aver ascoltato le prime parole di Maja, dette con freddezza a ridosso della porta dove lo hanno trovato: "Li ho uccisi tutti, bastardi". Avrebbe pronunciato queste parole con tono in apparenza tranquillo. 

Nessun segno di disagio nella famiglia prima di quel giorno, almeno nulla che fosse trapelato al di fuori delle mura domestiche: al momento sembra che nella casa di via Torino non vi fossero stati precedenti interventi delle forze dell'ordine.

Lui, un uomo di successo, nato a Milano, ha fondato l'atelier di progettazione in zona Navigli che porta il suo cognome e che ha realizzato progetti, soprattutto in locali e ristoranti, in città, compresi la stazione di Cadorna e l'aeroporto di Malpensa, ma anche in altre regioni italiane e all'estero. 

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