Cronaca

Tutta Como stronca lo smembramento del territorio per il nuovo Cantone dell'Insubria

Un no corale all'ipotetico smembramento politico-amministrativo dell'attuale provincia di Como con l'assegnazione degli spezzoni ai territori confinanti riorganizzati in 8 teorici Cantoni regionali. Lo stop netto alla proposta avanzata un mese fa...

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Un no corale all'ipotetico smembramento politico-amministrativo dell'attuale provincia di Como con l'assegnazione degli spezzoni ai territori confinanti riorganizzati in 8 teorici Cantoni regionali. Lo stop netto alla proposta avanzata un mese fa dal governatore Roberto Maroni è emerso questa mattina al Tavolo della Competitività riunito a Villa del Grumello. Al centro del confronto tra politici, imprenditori, sindacati e associazioni era proprio il processo di riorganizzazione delle province che - se in autunno il referendum dovesse confermare le riforme costituzionali approvate dal governo - sparirerebbero definitivamente per fare spazio alla nascita delle cosiddette Aree Vaste. Rispetto alla "spartizione" amministrativa del territorio lariano che nelle bozze della Regione sarebbe destinato a confluire nel Cantone dell'Insubria fondendosi con l'attuale provincia di Varese, ad eccezione dell'Alto Lario che andrebbe con Sondrio e con l'intero bacino lacustre diviso in tre parti diverse, il Tavolo ha espresso un "no, grazie" praticamente senza eccezioni di sorte.

polacchini-tavolo-competitività"Dal Tavolo - ha affermato la presidente del Tavolo, Mariarita Polacchini - è emerso che le "geometrie variabili" non sarebbero utili a nessuno, oltre al fatto che la provincia comasca non deve essere suddivisa in più parti e che deve mantenere una forte identità territoriale. Infine - ha aggiunto Polacchini - la posizione comune è che in base all'omogeneità storica, economica e culturale si debba puntare soprattutto a ricompattarci con Lecco e semmai in seconda battuta anche con Varese".

Dello stesso tenore le parole del sottosegretario comasco in Regione, Alessandro Fermi. "Ogni scelta finale sull'assetto della futura Area Vasta è in realtà legata al referendum sulle riforme costituzionali che si terrà nei prossimi mesi. In caso di voto favorevole, l'abolizione delle Province sarebbe realtà e la nascita delle cosiddette Aree Vaste anche. Nel frattempo, la Regione ha soltanto inteso produrre alcune proposte e contributi, formulando un'ipotesi per ragionare in anticipo sul futuro assetto. Confermo, però, che la centralità del lago resta un elemento essenziale e che non si arriverà ad alcuna suddivisione del territorio provinciale. La volontà è semmai di cercare l'aggregazione con Lecco e poi, in una eventuale seconda battuta, con Varese". Rispetto a questo secondo scenario, dopo aver affermato che "la proposta della Regione sarà pronta entro l'estate", Fermi ha anche aggiunto che la nascita di una così vasta area al confine con la Svizzera, unico Paese non fuori dall'Unione Europea, potrebbe rappresentare l'opportunità per puntare ad ottenere facilitazioni economiche ed imprenditoriali, un po' come accade già ora per lo sconto benzina, vista l'assoluta peculiarità della situazione che si verrebbe a creare".

dogana-confine-chiassoUn riferimento, quello fatto dal sottosegretario lariano in Regione, che richiama direttamente le agognate "Zone ad economia speciale", sulla cui nascita di espresse favorevolmente anche il consiglio regionale nel 2014. Nel documento approvato in consiglio a maggioranza, per le imprese delle Zes (nuove o esistenti) si prevedevano incentivi alla realizzazione degli investimenti iniziali, agevolazioni fiscali sulle imposte dei redditi (esenzione/riduzione di Irpef e Ires) o imposte locali sulla proprietà, esenzione Iva e imposte doganali sulle attività import-export e, infine, riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni. I vincoli per le imprese beneficiarie sarebbero rimanere all'interno delle Zes per almeno 5 anni, assumere personale per il 90% almeno tra i soggetti che ai fini delle imposte sui redditi e anagrafici sono considerati residenti in Regione Lombardia e infine il limite al cumulo delle agevolazioni fissato al 40% del fatturato di ciascun esercizio.

Nel corso della riunione del Tavolo, è emerso anche l'incredibile guazzabuglio di aggregazioni amministrative e "geografiche" già in essere tra la Provincia di Como e quelle confinanti, di volta in volta diversa rispetto al servizio in questione (trasporti, sanità ecc) e senza un filo conduttore che possa in qualche modo ispirare sin da ora la nascinta di una Area Vasta "logica", per così dire. Cliccando qui, trovate tutte le aggregazioni strumentali - tecnicamente Ambiti territoriali - effettive già oggi.

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