Cronaca

Trenord e i macchinisti-lumaca: il caso in consiglio regionale

Macchinisti dei treni di Trenord incentivati ad allungare il proprio turno di lavoro e a portare a destinazione i convogli con ritardo. E' la pesante accusa del Movimento 5 Stelle che con la sua consigliera regionale Iolanda Nanni, membro della...

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Macchinisti dei treni di Trenord incentivati ad allungare il proprio turno di lavoro e a portare a destinazione i convogli con ritardo. E' la pesante accusa del Movimento 5 Stelle che con la sua consigliera regionale Iolanda Nanni, membro della Commissione Infrastrutture, parla di vero e proprio "scandalo". Un caso eclatante e paradossale che la consigliera regionale pentastellata porterà all'attenzione di Regione Lombardia con un atto urgente che sarà presentato nei prossimi giorni.

"E' paradossale - tuona la Nanni - che, mentre Trenord, non più tardi del 28 gennaio scorso, presentava in pompa magna un programma avente come principale obiettivo la puntualità, si scopra che all'interno del rapporto contrattuale vigente coi dipendenti vi siano articoli, come l'articolo 54, che possono indurre lo stesso personale ad adottare comportamenti esecrabili come quello di rallentare la marcia del treno per guadagnare di più." "Come più volte abbiamo denunciato - prosegue la portavoce regionale di M5S - lo stato di degrado e di sofferenza delle linee ferroviarie lombarde è già allarmante di suo, con un indice di puntualità al 72% fra i più bassi della storia del servizio ferroviario regionale: 3 assessori regionali ai trasporti in meno di due anni di legislatura, titubanze e palleggiamenti sulla nomina del nuovo amministratore delegato Trenord hanno purtroppo inciso su questo stato. Inoltre lo scorso 19 febbraio abbiamo audito la nuova ad in Commissione Trasporti e in quella sede presentò un piano di interventi finalizzato ad alzare l'indice di puntualità dei treni, anche attraverso specifici corsi di formazione a 3.200 dipendenti. Certo è che se si fanno corsi, ma non si interviene sulle clausole contrattuali, e in particolare sull'art. 54, si rischia non solo di indurre a comportamenti dolosi, ma anche e soprattutto a mettere a rischio la sicurezza dell'utenza." "È infatti noto" - conclude - che l'obiettivo principale di un macchinista del treno sia quello di portare in sicurezza il proprio treno a destinazione e nello svolgimento del suo lavoro deve essere messo in condizioni di agire con lucidità, razionalità e responsabilità, nonché prontezza di riflessi nelle situazioni di emergenza. Proprio per garantire tali caratteristiche non è opportuno adottare clausole che incentivino a prolungare i tempi del proprio turno, ma al contrario sarebbe auspicabile prevedere meccanismi di premialità mirati alla puntualità ed agli standard di sicurezza."
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