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Tremezzina e Tangenziale, mozione unitaria in Provincia. Sassi attacca i "No Pedaggio"

Villa Saporiti va alla "guerra" per ottenere o vedere completate le grandi opere viarie che il territorio aspetta da decenni. Oggi, infatti, il consiglio provinciale di Villa Saporiti ha deciso di prendere una posizione forte, unitaria e ufficiale...

Villa Saporiti va alla "guerra" per ottenere o vedere completate le grandi opere viarie che il territorio aspetta da decenni. Oggi, infatti, il consiglio provinciale di Villa Saporiti ha deciso di prendere una posizione forte, unitaria e ufficiale sui due temi caldissimi della viabilità comasca: la Tangenziale di Como e la Variante della Tremezzina. Ci sarebbe - nel pacchetto di opere che confluiranno a breve in un documento condiviso da tutti i gruppi - anche la Variante di Olgiate, ma il chilometro e 200 metri di questa opera (progettata e finanziata), pur toccando una non secondaria fetta di territorio, è certamente tutto fuorché una grande opera ed è parso scaldare molto meno i cuori dell'assemblea (Lega in particolare) pur essendo comprensibilmente caro soprattutto alla presidente nonché sindaco della stessa Olgiate Comasco, Maria Rita Livio.

rita-livio-8set15Dove Maria Rita Livio ha usato toni duri è stato principalmente sulla variante della Tremezzina, opera che proprio ieri - nell'ambito della conferenza dei servizi per la Valutazione di impatto ambientale in chiusura in Regione - si è vista affibbiare un parere negativo dalla Soprintendenza per i Beni paesaggistici per l'impatto ambientale dei tratti non in galleria del futuro tracciato.

"La Variante è l'unica opera su cui il governo ha garantito finanziamenti (210 milioni) in Lombardia, non possiamo perderli perché non piace a una funzionaria della Soprintendenza (l'architetto Valentina Minosi, ndr), questo mai - è sbottata la presidente della Provincia - Ora attendiamo il decreto finale della Regione e vedremo se sarà negativo a causa di questo parere, che certamente comporterà comunque un allungamento dei tempi. Ma sull'importanza della Variante non c'è nemmeno da discutere, come hanno dimostrato anche quest'estate gli ingorghi e gli incidenti mortali che si sono verificati sulla Regina". Dopo la valutazione della Regione, il passaggio successivo sarà in sede di Provveditorato regionale alle opere pubbliche, organismo che di fatto pronuncerà la "sentenza" finale sul progetto. Un via libera, nonostante la Soprintendenza, permetterebbe al progetto di procedere verso l'appalto (pur tenendo conto che dal totale dei 330 milioni necessari ne mancano ancora circa 100). Se invece dal Provveditorato arrivasse un no, la palla passerebbe al governo per una parola definitiva. fiorenzo-bongiasca Se il vicepresidente della Provincia e sindaco di Gravedona ed Uniti, Fiorenzo Bongiasca, è arrivato a dire che "sul lago non è passato il Barbarossa, non è passato Mussolini, non passerà di sicuro un architetto della Soprintendenza", molte altre le voci - dalla Lega al Pd passando per Forza Italia - che hanno condiviso la necessità di sostenere fino all'ultimo l'importanza della Variante in tutte le sedi possibili. Il forzista Mario Pozzi ha però denunciato "la debolezza politica che ha contraddistinto il territorio su questa e altre questioni negli anni, ora i parlamentari devono far sentire la propria voce". Dopo la discussione generale, ecco l'ipotesi - già avallata dalla presidente Livio - di una mozione condivisa da tutti i gruppi politici in cui confluisca l'appoggio totale all'infrastruttura per il lago e alla realizzazione del secondo lotto della Tangenziale di Como. tangenziale-4sett15 "Il secondo lotto - ha affermato la presidente a proposito della Tangenziale - è importante perché sappiamo bene che il primo ha aiutato ma non ha un'efficacia completa se non viene completato. Al di là della questione pedaggio, il secondo lotto va fatto". Stroncata - non solo da Maria Rita Livio - l'ipotesi della Varese-Como-Lecco. maria-grazia-sassi-8set15 Sul punto del pedaggio da 60 centesimi per 2,4 chilometri destinato a entrare in vigore dal primo novembre prossimo è intervenuta la consigliera di Forza Italia, Maria Grazia Sassi, che ha bocciato "il pedaggio-gabella per poche centinaia di metri la cui utilità è ancora tutta da dimostrare". Poi, dalla consigliera è arrivato un attacco durissimo al neocostituito Comitato No Pedaggio che raggruppa già diverse amministrazioni comasche: "Non serve, di comitati ne abbiamo già abbastanza. Forse può servire giusto per dare visibilità al proponente (il sindaco di Albese, Alberto Gaffuri ndr) come salvatore della patria che però non concluderà nulla. Ciò che è necessario è che enti, istituzioni, associazioni, categorie, Camera di Commercio si uniscano e facciano gioco di squadra per ottenere il risultato di togliere il pedaggio". Il leghista Giovanni Rusconi ha affermato che "pur comprendendo che i privati debbano rientrare con gli investimenti tramite il pedaggio, la cifra deve essere senza dubbio calmierata; quello che è sicuro è che il secondo lotto e la Variante sono ormai opere non procrastinabili".

In ultimo, dunque, l'aula e la presidente hanno condiviso la redazione di un documento comune che sarà preparato e portato in consiglio a breve.

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