"In 3 con azioni delle società": sul voto Acsm/A2A indagano Anac, Procura e prefetto

Un clamoroso giallo si allunga sul "drammatico" voto del 21 aprile scorso con cui l'opposizione, con il concorso decisivo di 5 consiglieri di maggioranza ribelli, bocciò la delibera sulla vendita delle azioni di Acsm Agam ad A2A. E ora, almeno in...

laura-bordoli-1-2

acsm-tabelloneUn clamoroso giallo si allunga sul "drammatico" voto del 21 aprile scorso con cui l'opposizione, con il concorso decisivo di 5 consiglieri di maggioranza ribelli, bocciò la delibera sulla vendita delle azioni di Acsm Agam ad A2A. E ora, almeno in linea ipotetica, l'esito stesso di quella votazione potrebbe essere a rischio.

Come già noto, la sera stessa del voto, due consigliere comunali determinanti per il celebre pareggio 16 a 16 che portò alla bocciatura dell'operazione erano in possesso di azioni sia di Acsm Agam (166 detenute da Laura Bordoli, ) sia di A2A (Eva Cariboni, 500).

Marco-TettamantiUna situazione di potenziale conflitto di interessi che emerse pochi minuti prima della votazione tramite la consigliera comunale del Pd, Andrée Cesareo, la quale interpellò formalmente il segretario generale di Palazzo Cernezzi, Tommaso Stufano, in accordo con il capogruppo della seconda forza di maggioranza, Marco Tettamanti (Como Civica). Stufano, però, liquidò in pochi minuti la questione, sostenendo sostanzialmente che non esisteva alcun potere in mani ad egli stesso né al presidente del consiglio comunale Stefano Legnani per invitare all'astensione i consiglieri eventualmente in possesso di azioni delle società interessate direttamente dalla delibera.

Posizione decisamente peculiare, quella del tandem Stufano-Legnani, perché su temi simili - nel marzo 2015 - la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione si espresse con un parere che sottolineava come l'astensione fosse doverosa nei casi in cui "il dipendente pubblico (definizione estensibile forse anche agli eletti, ndr) è portatore di interessi della sua sfera privata, che potrebbero influenzare negativamente l'adempimento dei doveri istituzionali", oppure in "situazioni in grado di compromettere, anche solo potenzialmente, l'imparzialità richiesta al dipendente pubblico nell'esercizio del potere decisionale". Ed è chiaro che in quell' "anche solo potenzialmente" si possono celare miriadi di situazioni, forse anche quelle dei consiglieri comunali di Como.

Ma - come accennato in avvio - c'è di più.

raffaello-griecoQuesta sera, infatti, poco prima che la seduta di consiglio comunale iniziasse, tutti i consiglieri comunali hanno trovato nella propria casella di posta personale una comunicazione del segretario generale Tommaso Stufano con cui si mette al corrente della "scoperta postuma" che - sempre la fatidica sera del 21 aprile scorso - anche il consigliere comunale dem Raffaele Grieco era in possesso di 500 azioni di Acsm Agam. E per questo il dirigente di Palazzo Cernezzi nei giorni scorsi ha segnalato la questione all'Anticorruzione, alla Procura della Repubblica e al prefetto di Como, al fine di avere un'interpretazione definitiva sull'esistenza o meno di un triplice conflitto di interessi nel momento in cui Cariboni, Bordoli e Grieco votarono contro la delibera. "La prima segnalazione - scrive Stufano - va certamente inoltrata all'Anac sotto un duplice profilo: il primo attiene alla registrata violazione dell'obbligo di astensione di 3 consiglieri comunali, non foss'altro per il possibile intervento della stessa Autorità sul processo di produzione legislativa in corso al fine di dare effettività alla previsione normativa di cui all'articolo 78 comma 2 del Testo unico degli enti locali nei riguardi degli amministratori (il riferimento è all'invito ad astenersi "dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado", ndr)". "Il secondo profilo di segnalazione all'Anac - aggiunge Stufano - riguarda la mancata dichiarazione del consigliere Grieco di azioni di Acsm Agam in sede dell'annuale dichiarazione patrimoniale da parte dei consiglieri comunali per i quali esistono specifiche istruzioni della stessa Autorità (mentre in effetti nelle dicharazioni patrimoniali di Cariboni e Bordoli il possesso di azioni rispettivamente di A2A e Acsm Agam era presente, ndr)". palazzo-giustizia-tribunaleMa non è finita, perché il segretario generale di Palazzo Cernezzi ha messo nero su bianco anche che "il secondo obbligo di segnalazione che ricade sullo scrivente ai sensi dell'articolo 331 del Codice di procedura penale si concretizza nella trasmissione della presente relazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como per l'eventualità che la descritta violazione dell'obbligo di astensione possa integrare una fattispecie di rilevanza penale"

Infine, come anticipato, Stufano ha inviato la stessa relazione anche al prefetto di Como per un ulteriore controllo di legittimità sull'atto prodotto formalmente dal consiglio con il voto del 21 aprile (la bocciatura della delibera per la vendita di parte delle azioni di Acsm Agam ad A2A).

Entro qualche settimana, dunque, si saprà se la clamorosa bocciatura dell'operazione resterà valida o tornerà completamente in discussione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuovo dpcm firmato: il calendario delle regole dal 18 gennaio al 5 marzo

  • Nuove restrizioni dal 16 gennaio al 5 marzo, ora si decide se la Lombardia parte arancione o rossa

  • Como, Alberto apre il suo bar in centro: arriva il controllo della polizia locale

  • Con la Lombardia in zona rossa addio scuola in presenza

  • Chiara Ferragni, nuovo post nostalgico sul lago di Como: "Spero di comprare lì una casa vacanze"

  • Scappa dal posto di blocco, ritrovato morto in un capannone: aveva 28 anni

Torna su
QuiComo è in caricamento