Terrorismo, da Fenegrò convinse il figlio a combattere in Siria: padre condannato

Per il 53enne egiziano pena di 4 anni e 2 mesi di carcere, poi sarà espulso dall'Italia

A sinistra il 53enne condannato, a destra il figlio combattente in Siria

E' stato condannato il 53enne di origine egiziana residente a Fenegrò arrestato nel gennaio 2018 con l'accusa di terrorismo. L'uomo avrebbe convinto il figlio 23enne ad andare a combattere in Siria tra i foreign fighters pare lo sostenesse inviandogli circa 200 euro al mese.
La notizia è riportata da Il Giorno: l'egiziano S. F. S. A. è stato condannato a 4 anni e 2 mesi per associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari di Milano Stefania Pepe che ha anche decretato l'espulsione dell'uomo dal territorio italiano una volta finita di espiare la pena.
Secondo quanto riferito ancora dal quotidiano, il giudice ha concesso le attenuanti generiche (il pm aveva infatti chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi) in quanto l'imputato ha fornito collaborazione agli inquirenti italiani che indagavano sul caso di Fabrizio Pozzobon, l'ex consigliere leghista di Castelfranco Veneto partito per la Turchia nel 2016 e che, secondo quanto riferito dal 53enne egiziano, sarebbe stato rapito dalle milizie di Assad. Il figlio dell'egiziano condannato avrebbe fatto da interprete tra i rapitori e Pozzobon.

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