Terragni contro "il mostro" del "corsaro" Libeskind

Un "mostro", una "bandiera corsara" nel cuore di Como. Così Attilio Terragni, ex collaboratore di Daniel Libeskind, ha definito il monumento The Life Electric progettato dall'archistar e che sarà realizzato in fondo alla diga foranea. Terragni è...

 

Un "mostro", una "bandiera corsara" nel cuore di Como. Così Attilio Terragni, ex collaboratore di Daniel Libeskind, ha definito il monumento The Life Electric progettato dall'archistar e che sarà realizzato in fondo alla diga foranea. Terragni è stato autore di un intervento nel corso dell'incontro organizzato da Adesso Como a Villa Gallia nel quale - anche in contrapposizione all'incontro svolto in biblioteca lo scorso 9 ottobre - hanno avuto più risalto le voci contrarie all'opera, anche in vista dell'eventuale referendum per chiedere ai comaschi "sì" o "no" al monumento sulla diga. All'incontro ha partecipato una settantina di persone (unici politici di Como presenti Alessandro Rapinese, Ada Mantovani e Sergio Gaddi).

L'intervento di Terragni si è snodato attraverso considerazioni e osservazioni (talvolta assai critiche) volte a illustrare e spiegare le ragioni per le quali il monumento non andrebbe realizzato. In sintesi sono due i grandi aspetti che renderebbero a detta dell'architetto Terragni inopportuna l'opera di Libeskind. Da una parte c'è il luogo, cioè il lago, la cui bellezza oltre che nascere dal paesaggio circostante è resa anche dall'acqua e dalle sue onde basse e leggere che male si sposerebbero con l'imponenza di un monumento alto quasi 20 metri. E poi la diga: una passeggiata che si inoltra verso l'infinito, nel cuore del lago, quasi come se non avesse una fine. L'opera di Libeskind romperebbe questa suggestione perché delimiterebbe a colpo d'occhio la lunghezza della diga e la distanza tra l'inizio e la fine.

Dall'altra parte, poi, c'è l'opera in sé. Una "copi" l'ha definita Terragni mostrando alcune tavole e schizzi della progettazione della sua forma, tale e quale a quella del progetto dell'edificio Gazprom per San Pietroburgo nel 2006. Ma al di là dell'originalità o meno della forma quello che stride secondo Terragni è l'imponenza dell'opera che non terrebbe conto del luogo in cui verrà installata. Anzi, il monumento rappresenta una "bandiera corsara" cioè la volontà di appropriarsi del luogo per esibire se stessa e non per valorizzarlo.

Nei minuti dedicati agli interventi del pubblico c'è stata occasione anche per qualche domanda dal fronte del "sì", come quelle dell'architetto Michele Bollini, che ha chiesto perché Terragni non si fosse opposto anni fa all'idea di un'opera sul lago, quando Libeskind a Como disse all'allora sindaco Stefano Bruni di avere immaginato una grande sfera di cristallo al centro del primo bacino. Inoltre Bollini ha chiesto le ragioni "di questo astio" da parte di Terragni nei confronti di Libeskind del quale è stato collaboratore per anni. Terragni ha risposto spiegando che l'incontro con l'amministrazione Bruni era stato improvvisato e ha paragonato loro rapporto professionale "a una storia d'amore" che si è semplicemente conclusa.

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