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Tarpini alle classi dirigenti: "Sangue di Como a Varese ma tutti a baciare le pantofole di Maroni"

C'è stato il convegno ufficiale sulle Aree Vaste organizzato dal Pd, in cui ancora una volta è emerso un no corale alla proposta del governatore regionale Roberto Maroni di accorpare il territorio di Como con quello di Varese al posto che con...

C'è stato il convegno ufficiale sulle Aree Vaste organizzato dal Pd, in cui ancora una volta è emerso un no corale alla proposta del governatore regionale Roberto Maroni di accorpare il territorio di Como con quello di Varese al posto che con Lecco, come previsto nella cosiddetta proposta degli 8 Cantoni lombardi. Poi, però, c'è stato un "convegno nel convegno", stamane a Villa Gallia. Ed è stato tenuto dal segretario provinciale della Cgil, Alessandro Tarpini. Il quale, davanti alla sala gremita, ha pronunciato a sorpresa un discorso che è parso innanzitutto un "j'accuse" pesantissimo verso la classe politica di centrodestra che negli ultimi 20 anni ha governato Palazzo Cernezzi, Villa Saporiti e la Regione, e che a suo avviso è colpevole di aver subìto passivamente, quando non assecondato con convinzione, un processo di costante e demolitoria riduzione del peso politico del Lario nelle scelte e sugli scacchieri che contano soprattutto a vantaggio di Varese; ma poi il segretario della Cgil comasca ha affondato con ferocia gli artigli anche nel presente, mirando alla classe dirigente attuale - economica, sociale, associativa - che ancora lo scorso 2 dicembre ai suoi occhi si è per l'ennesima volta "inchinata", silenziosa e accondiscendente, di fronte a Maroni ospite del Tavolo della competitività riunito per l'occasione in Camera di Commercio. Un'immagine di così totale sottomissione al "caro leader" - per usare l'espressione di Tarpini - da far risuonare ripetutamente in sala l'espressione di "bacio della pantofola".

"Sono abbastanza disorientato da una discussione che a mio avviso ha messo il carro davanti ai buoi - ha esordito Tarpini - Fare una discussione sulle aree vaste senza ancora sapere quante e quali funzioni saranno effettivamente attribuite è davvero difficile. Se i nuovi enti avranno un ruolo e una funzione sui trasporti è un conto, se l'avranno sul lavoro o sull'istruzione il quadro cambia, se fosse sul turismo sarebbe ancora diverso. Purtroppo finora, in assenza di una chiarezza di questo tipo e senza leadership della politica, noi abbiamo assistito a un ruolo molto invasivo da parte dei notabili anche di serie B e così si profila un disordine istituzionale dove nessuno è in grado di governare nulla. Poi ci sono il ruolo e la funzione di Como". E da quel "poi" è cambiato tutto, nel discorso del segretario Cgil.

como-panorama-alto"Questa sarebbe probabilmente la capitale naturale dell'area vasta, basta guardare fuori dalla finestra - ha affermato Tarpini - ma in questi 20 anni abbiamo assistito a uno scempio, una sorta di esproprio che ha determinato la perdita di peso politico e di rilevanza della provincia di Como rispetto alle altre province. E bisogna dirlo: noi in questo processo abbiamo ampiamente donato il sangue alla provincia di Varese. Noi questa cosa la dobbiamo dire perché se non lo facciamo con forza, se non avviamo la riflessione sulla perdita di peso che abbiamo avuto in questi anni possiamo anche salvaguardare molto l'aplomb istituzionale ma non si mettono i piedi nel piatto come invece è necessario".

Poi, il passaggio più forte di tutti: "Lunedì avremo la visita del caro leader (Roberto Maroni, che presenzierà al Tavolo per la competitività riunito per l'occasione al Parco scientifico-tecnologico di Lomazzo, ndr) e allora mi aspetto e auspico che non si ripeta l'esercizio del bacio della pantofola come avvenuto due mesi fa in Camera di Commercio. Quella volta ho abbandonato la riunione a un certo punto perché non avevo mai assistito a un bacio della pantofola così diffuso e sistematico a chi ci ha riservato bastonate e calci nei denti finora. Anche perché la spartizione del nostro territorio è surreale, così come è sciagurata la riforma della sanità che avrà conseguenze pesantissime. E non credo di dire una cosa sconosciuta quando affermo che l'ospedale Sant'Anna è diventato territorio di conquista, così come accade anche per il Centro e l'Altolago (che nella riforma sanitaria sono passati con Sondrio, ndr)". Parole come pietre, letteralmente, che cadono sulle scrivanie di una classe dirigente che tra 48 ore - dopo aver sbraitato via media sulle Aree Vaste e sulla riforma della sanità - si troverà faccia a faccia proprio con Roberto Maroni, chissà se attirata dalle pantofole o meno.

Tornando al convegno Pd, ancora una volta la posizione dei dem - che hanno interloquito anche con diversi esponenti delle categorie - è apparsa chiarissima: unità del Lago di Como come faro di ogni mossa e da salvaguardare assolutamente rispetto a ogni rischio di "spezzatino"; no all'unione con Varese prevista dalla bozza di riforma regionale tramite i Cantoni; assolutamente sì alla riunificazione con Lecco con un dialogo eventualmente aperto anche alle province di Varese e di Sondrio.

A Villa Gallia era presente anche il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri: "Ritengo che debba aprirsi in Lombardia una stagione di riforma complessiva del territorio regionale fondata sulle Aree Vaste, enti intermedi tra Comuni e Regione. Certo, occorre ancora capire quali saranno le funzioni di questi nuovi enti e dialogare in proposito con la Regione affinché, soprattutto nella loro definizione territoriale, si prendano in considerazione le peculiarità delle diverse aree interessate e non ci si intestardisca sui modelli di riforma già in atto e fortemente criticate come quello sanitario. La riforma, invece, deve essere coordinata ed in sintonia con le altre evoluzioni che stanno per diventare realtà, dalle Prefetture alle Camere di Commercio. Non si può giocare a Risiko, magari per nascondere i guai con la giustizia che affliggono la giunta Maroni, e calpestare la storia e i sentimenti di appartenenza della popolazione. Il Lago di Como è un marchio unico al mondo, non si può dividere per le proprie convenienze politiche. Dunque si parta con l'unione tra Como e Lecco e dopo si decida se eventualmente allargare la nuova realtà anche a Varese".

In ultimo, è emerso con una certa forza anche il tema del ruolo della Brianza e dei territori compresi tra Como, Lecco e Monza. Un riflessione profonda su questa area economicamente importantissima è stata caldamente suggerita sia da Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc dell'Alta Brianza, dal sindaco di Mariano Comense, Giovanni Marchisio e dal primo cittadino di Albese con Cassano, Alberto Gaffuri.

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