Tangenziale, Rapinese l'eretico: "Il pedaggio? Noto da anni e inevitabile. Il Comitato fa demagogia"

Tra i tanti punti di vista sul tema della Tangenziale di Como e della recente introduzione del pedaggio con annesso sommovimento istituzionale, ne spunta uno che non è difficile definire quasi eretico nel panorama lariano. A proporlo è il...

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Tra i tanti punti di vista sul tema della Tangenziale di Como e della recente introduzione del pedaggio con annesso sommovimento istituzionale, ne spunta uno che non è difficile definire quasi eretico nel panorama lariano. A proporlo è il consigliere comunale di Como Alessandro Rapinese, il quale sostanzialmente bolla come un monumento alla demagogia senza reali argomentazioni il "Comitato No Pedaggio" nato alla metà settembre per ottenere la gratuità della nuova strada (o mezza strada, visto che sui 9 km previsti ne sono stati realizzati circa 2,5). Non contento, Rapinese rivendica l'assoluta regolarità del pagamento del pedaggio chiesto dalla Società Pedemontana per l'utilizzo dell'infrastruttura. Si tratta di una posizione unica nel suo genere, almeno a livello di dibattito pubblico. E vista la lunghezza delle argomentazioni - affinché chiunque possa farsi un'idea - viene proposta in forma integrale.

davAlcune premesse La nuova tangenziale di Como è riconosciuta quale opera utilissima. Più verrà utilizzata e più alleggerirà il traffico comasco;

Nessuno ha mai detto/promesso ai comaschi che la tangenziale sarebbe stata gratuita. Nessuno;

A nessuno piace pagare autostrade e/o tangenziali;

I proventi dei pedaggi vengono impiegati, oltre all’eventuale guadagno d’impresa, per il recupero degli investimenti, per le spese di manutenzione ed infine per la gestione della rete stessa;

Su tangenziali e Pedemontana il pedaggio venne deciso dal Cipe tanti anni fa;

Solo il Governo italiano (oggi PD), per mezzo del ministero delle Infrastrutture, può riportare in discussione in seno al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica una eventuale gratuità della tangenziale. Nessun altro;

Un gruppo di giornalisti e di politici (molti dei quali esponenti del PD) ha deciso di boicottare l’utilissima tangenziale di Como perchè il suo uso non è gratuito;

I boicottatori però, ben sapendo che il pedaggio è perfettamente legale e dovuto, nei documenti politici proposti non hanno insistito molto circa la gratuità del pedaggio ma, in buona sostanza, hanno chiesto di lasciare il costo della tangenziale solo in capo ad alcuni utenti sgravandone atri.

sindaci-tangenziale-2Dopo tutte queste premesse dico:

che il comitato “NO PEDAGGIO”, per correttezza, si sarebbe dovuto chiamare “PEDAGGIO SOLO PER ALCUNI”;

che, così come dicono i principi comunitari, la tangenziale di Como deve pagarla chi la usa e non chi non la usa (come iniquamente vorrebbe il comitato);

che è sciocco, oltre che antiecologico, boicottare la tangenziale perchè ogni auto che la utilizzerà, a prescindere dal pedaggio, che come ho chiarito è dovuto, sarà un’auto in meno sulle intasatissime strade comasche (semmai dovremmo nominare gli utilizzatori della tangenziale benemeriti del traffico!!!);

che i politici e i giornalisti che hanno promosso la campagna “NO PEDAGGIO” (nonostante sapessero che lo stesso era dovuto – soprattutto ai privati investitori) sono dei poco originali demagoghi / populisti di provincia;

davDomande

Perché alcuni giornalisti e politici comaschi, che considerato il loro lavoro dovrebbero ben conoscere il meccanismo del Project Financing che ha finanziato la tangenziale, stanno chiedendo a gran voce qualcosa che non era nei patti? Questa richiesta di gratuità non trovate che sia figlia del cosiddetto esproprio proletario (giuridicamente reato – ben tollerato da estremisti di sinistra)? Quale privato mai finanzierà in futuro opere pubbliche (palazzetti dello sport, ponti, strade, etc…) se il popolo destinatario ha atteggiamenti simili a quelli del PD comasco? Prestereste ancora del denaro ad un amico che dopo aver ricevuto un prestito si rimangia la promessa di restituzione del debito?

Prescindendo dall’ingiustificabile richiesta di gratuità, per quale ragione una classe dirigente dovrebbe boicottare l’utilizzo di una strada i cui effetti per il proprio territorio sono solamente positivi? Il futile motivo del comitato è: “Perché se fosse gratuita la utilizzerebbe più gente!”. E che motivo è? Anch’io andrei dal parrucchiere una volta alla settimana se fosse gratis ma siamo sicuri che il mio parrucchiere sarebbe felice di lavorare gratis? I giornalisti boicottato lavorano forse gratis? Lucini fa il geologo gratis? Lucini fa il sindaco gratis? Non mi risulta…

Il comitato “NO PEDAGGIO” in seconda istanza, dopo aver chiesto la gratuità ha chiesto, contrariamente a quanto dicono i principi comunitari, di far pagare il pedaggio solo ad alcuni utenti della tangenziale (semplificazione: NORD-SUD) e di lasciare l’opera completamente gratuita per altri (semplificazione: EST-OVEST) dicendo che le società private coinvolte, a spanne (quanta sciatteria e quanta approssimazione), pareggerebbero più o meno i conti. La domanda che io utente mi pongo è: “Perché devo pagare un tratto di strada che non uso?”. E ancora: “E’ forse ricco chi usa la tangenziale in direzione NORD-SUD?”. E ancora: “E’ forse indigente chi usa la tangenziale in direzione EST – OVEST”?

Se proprio il PD locale aveva qualcosa da obbiettare circa la tangenziale ed il suo pedaggio perché non si è attivato tempestivamente col PD nazionale a Roma, visto che è al Governo, invece di boicottare una azienda che non ha alcuna responsabilità ed ha semplicemente fatto ciò che le è stato chiesto di fare? Considerato il costo dei carburanti ed il loro maggior consumo quando ci si trova nel traffico, siamo sicuri che i centesimi pagati per il pedaggio, oltre a rendere più rapido il transito, non consentano di risparmiare altrettanti centesimi di carburante annullandone il costo per l’utente (salvaguardando tra l’altro l’ambiente)?

Conclusione

Combattere per rendere gratuito il transito sulla tangenziale di Como è sicuramente battaglia che rende simpatici. Sì. Ma è anche la battaglia più demagogica ed iniqua mai vista nel comasco.

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