Cronaca

Tangenziale, pedaggio, Pedemontana: il suicidio comasco, lombardo e romano del Pd

Nel volgere di poche ore, il Partito Democratico - lombardo e romano, regionale e governativo - è riuscito a suicidarsi politicamente sull'altare della Pedemontana. Non era facile in una storia dove il centrodestra che esprimeva fino a pochi mesi...

Nel volgere di poche ore, il Partito Democratico - lombardo e romano, regionale e governativo - è riuscito a suicidarsi politicamente sull'altare della Pedemontana. Non era facile in una storia dove il centrodestra che esprimeva fino a pochi mesi fa il presidente comasco di Pedemontana, Salvatore Lombardo - tra il ventennio di strapotere berlusconiano e una Lega locale che nella società è stata presente per anni con Leonardo Carioni - si è cucito addosso enormi responsabilità sullo stato dei fatti. Eppure è accaduto.

Il capitolo di autolesionismo democratico è legato all'inaugurazione prevista per oggi della tratta B1 del sistema Pedemontano Lombardo, ossia quella che, collegando Lomazzo a Lentate sul Seveso, porta l'autostrada nel cuore della Brianza. Ma si allarga fino a comprendere in pieno anche le vicende del Comasco. L'appuntamento brianzolo odierno, in realtà, era già nato male in sé, visto che i sindaci di Lentate sul Seveso, Meda, Seveso, Barlassina, Bovisio Masciago e Cesano Maderno non parteciperanno per protesta all'inaugurazione della tratta B1. La loro critica riguarda il fatto che il traffico autostradale in arrivo dalla Pedemontana sarà scaricato su un'arteria ritenuta inadeguata come la Milano-Meda e, in generale, su un sistema viabilistico vecchio e superato. Ma qui entra in campo anche il Pd ai più alti livelli.

alfieriNel pomeriggio, di ieri, infatti, anche il segretario regionale dei democratici, Alessandro Alfieri, ha ufficializzato il boicottaggio di partito del taglio del nastro. "Non parteciperemo all'inaugurazione della tratta B1 della Pedemontana Lombarda - ha scritto Alfieri a nome del partito - Non ci saremo perché Maroni inaugura un'opera senza che ci siano state risposte sulle compensazioni ambientali e sulla connessione con la viabilità ordinaria. Oggi il tratto autostradale finisce su una provinciale, la Milano-Meda, già molto trafficata e priva della manutenzione necessaria. Inoltre, della Pedemontana fanno parte integrante due tangenziali, di Varese e Como, che a differenza di quelle di tutte le altre città sono a pagamento. Questi problemi sono stati posti dei sindaci per tempo, ma non hanno mai avuto risposta: un fatto inaccettabile".

gaffuriA parte il tema specifico delle compensazioni ambientali, viene da chiedersi come abbia potuto dimenticarsi, il Pd lombardo, di questo comunicato emesso ufficialmente dal gruppo in Regione il 16 marzo 2011 tramite i consiglieri Luca Gaffuri e Stefano Tosi, ancora rintracciabile sul sito del Pirellone: "È grazie all'ultimo governo di centrosinistra guidato da Prodi se finalmente possiamo compiacerci del via libera definitivo alla Pedemontana. È sotto Prodi che nel 2007 fu dato l'impulso decisivo con l'approvazione al Cipe e la firma della convenzione tra la concedente Cal e la Pedemontana lombarda Spa. Un processo iniziato allora e proseguito sotto Berlusconi e Tremonti con grandi difficoltà e rallentamenti, fino al balletto delle ultime settimane tra i ministeri dell'economia e delle infrastrutture. Avremo quindi i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese, ma dato che il governo di centrodestra non ha trovato nemmeno un euro, se i primi lotti rischiano di essere a pedaggio, i secondi, se mai si faranno, lo saranno sicuramente". Insomma, solo 4 anni fa il Pd - oggi molto più tenero con l'esecutivo centrale - confermava che gli eventuali sgravi dei pedaggi (comunque, come si può leggere, già previsti) potevano avvenire solo grazie a un atto governativo e non regionale. Non una notazione da nulla, viste le polemiche recenti sulle responsabilità di Regione e governo.

delrio-grazianoMa non basta, perché - a parte un'assenza dal sapore forte di strumentalità (come mai per la nostra stessa tangenziale-moncherino a pagamento che ora si contesta, lo stato maggiore dem c'era tutto, allora?) - anche Roma ha voluto tirare un paio di buffetti al territorio lombardo, Como inclusa. Atteso da settimane al taglio del nastro della tratta B1, persino dai sindaci e amministratori comaschi che avevano la speranza di poter parlare di persona del caso della Tangenziale e del suo contestatissimo pedaggio, il ministro Graziano Delrio ha annunciato in extremis che no, oggi non sarà all'inaugurazione della tratta B1 per impegni parlamentari. Sfuma, dunque - in un momento in cui i territori, a partire dalla nostra provincia, chiedevano aiuti o almeno risposte certe allo Stato sui temi delle infrastrutture - ogni possibilità di una faccia a faccia anche con le istituzioni lariane, che pure ci avevano creduto. E che già qualche giorno fa, prima dell'introduzione del pedaggio, rimasero incredibilmente escluse dal vertice romano Delrio-Pedemontana-Cal, contattati soltanto via telefono.

inaugurazione-tangenziale-9Insomma, ricapitolando: dopo averne incensato le meraviglie nel 2011, e aver partecipato in massa al taglio del nastro della Tangenziale di Como, il Pd lombardo oggi protesta e boicotta l'inaugurazione della tratta B1 perché la Pedemontana - peraltro terminata proprio nel tratto di Meda grazie a una defiscalizzazione pari a circa 349 milioni di euro concessa a Pedemontana nel 2014 dal romanissimo Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) - non va bene. Il ministro Delrio stesso mancherà al taglio del nastro di oggi perché "trattenuto a Roma", espressione tipica dei film di Alberto Sordi.

braga guerraNel frattempo, sul Lario, i deputati del Pd Mauro Guerra e Chiara Braga, assieme al sindaco di Como Mario Lucini e alla presidente della Provincia, Maria Rita Livio, lottano contro i mulini a vento disseminati sulla Como-Villa Guardia (e sulla variante della Tremezzina), ma le loro voci non sembrano propriamente scuotere i muri dei palazzi del potere né lombardi (ma vabè, quelli sono "nemici", se si esclude quando serve "grano" per le paratie), né, pur essendo le pareti teoricamente amiche, nella Città Eterna. E gli echi dei cannoneggiamenti che risuonavano nei cieli comaschi soltanto poche ore fa - "Bloccheremo la tangenziale", "I pedaggi sono sbagliati", "E' una vergogna" - sembrano già dispersi e lontanissimi, forse quasi mai esistiti o esistiti troppo poco (la prima conferenza stampa ufficiale del Comitato No Pedaggio che riunisce diversi di quegli attori risale al 15 settembre scorso, solo 45 giorni prima dell'introduzione di un balzello atteso almeno da un decennio).

E nel frattempo, in questo teatrino di assenze, contro-assenze e presenze inutili, i comaschi sono gli unici che finora hanno un compito assegnato per certo: pagare, possibilmente in silenzio (ma anche urlando, tanto non li sente - pardon, ascolta - nessuno), il balzello per l'autostrada incompiuta più corta d'Italia, mentre tra Roma e Milano si gioca democraticamente a nascondino. E questo, forse, è il pedaggio più amaro.

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