Cronaca

Tangenziale, vertice a Milano sul 2° lotto. Fermi: "Nuove indagini. Può costare il 25% in meno"

L'ipotesi discussa a Milano è suggestiva: il possibile "crollo" dei costi (peraltro, a suo tempo, misteriosamente raddoppiati nel volgere di poche settimane) del secondo lotto della Tangenziale di Como, dallo svincolo dell'Acquanegra a Como fino...

L'ipotesi discussa a Milano è suggestiva: il possibile "crollo" dei costi (peraltro, a suo tempo, misteriosamente raddoppiati nel volgere di poche settimane) del secondo lotto della Tangenziale di Como, dallo svincolo dell'Acquanegra a Como fino ad Albese con Cassano. Tanto da permettere, a quel punto, di sperare con qualche concretezza in più che i 2,4 chilometri attuali tra Como e Villa Guardia un giorno vengano completati e allungati fino ad Albese con Cassano, direzione Lecco-Bergamo, per dare davvero un senso alla nuova infrastruttura oggi nel fuoco delle polemiche per la realizzazione dimezzata e per il pedaggio incombente.

Di tutto questo si è parlato oggi in Regione Lombardia, dove il sottosegretario comasco Alessandro Fermi ha radunato allo stesso tavolo l'assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Sorte, il sindaco di Como, Mario Lucini, la presidente della Provincia, Maria Rita Livio, la presidente del Tavolo per la competitività, Annarita Polacchini, e i vertici di Pedemontana e Cal. Al centro del confronto, a onor del vero, soprattutto una tesi sostenuta da qualche tempo dal primo cittadino del capoluogo - di professione geologo - il quale da tempo auspica una nuova verifica tecnico-economica del progetto definitivo del secondo lotto della Tangenziale che qualche anno fa rimase sulla carta per uno spropositato aumento dei costi nel passaggio tra gli elaborati preliminari (che ipotizzavano un costo di 400 milioni di euro) e quelli definitivi (arrivati a 800).

A far impennare in maniera insostenibile le cifre, fu - almeno secondo quanto riferito all'epoca dalla Società Pedemontana - una lunga serie di problemi scoperti all'improvviso per la realizzazione delle parti interrate della strada sotto il Monte Orfano, a Montorfano, nella zona del lago. La presenza della falda acquifera molto alta, l'ostacolo del sottosuolo roccioso e altre questioni di questo genere, di fatto decretarono la "morte su carta" del completamento della Tangenziale di Como, in effetti oggi esistente soltanto nei 2,4 chilometri tra Villa Guardia e Como rispetto agli oltre 9 del tracciato completo originario. fermi-alessandro-2"Oggi - dice Alessandro Fermi - abbiamo però deciso di valutare un aggiornamento di quel progetto definitivo attraverso nuovi studi e nuove verifiche sul campo nei punti che d'improvviso portarono alla luce criticità tecniche tali da stoppare l'iter del secondo lotto. Il problema principale riscontrato fu proprio il livello alto della falda acquifera sotto il Monte Orfano, ostacolo tecnico che portò al raddoppio delle cifre del progetto preliminare, stimate in 400 milioni di euro, fino agli 800 finali. Ora, assieme ai tecnici della società Pedemontana e con tutti i rappresentanti istituzionali comaschi, abbiamo concordato che, a distanza di anni, sarebbe opportuno compiere nuovi esami in quegli stessi punti per capire come sia oggi la situazione. La speranza, infatti, è che con nuove tecnologie e magari con una situazione modificata rispetto a qualche anno fa, la realizzazione del progetto definitivo originale non sia più impossibile né insostenibile tecnicamente. Per fare un esempio, se anche soltanto si potessero abbassare i costi del 20-25% rispetto agli 800 milioni, allora il progetto del secondo lotto potrebbe tornare a essere realistico e vicino alla spesa prevista per il secondo lotto della Tangenziale di Varese. E allora le speranze di poter completare l'infrastruttura comasca, senza dover ricorrere a tracciati e progetti alternativi, potrebbe non essere più utopia". Insomma, l'ipotesi è ancora è tuttora ancorata soltanto alle parole e tutta da dimostrare nella pratica tramite nuove indagini e analisi geologiche. Ma, quantomeno, per una volta tutti gli attori principali delle istituzioni lariane - e le società coinvolte direttamente nell'operazione Tangenziale - si sono trovate d'accordo su una linea da seguire. Che - in giorni in cui il problema del pedaggio per il primo lotto è ancora ben lungi dal trovare risposte convincenti - non è poco.

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