Cronaca

Stupra, picchia e rapina una prostituta, poi torna a casa da moglie e figlio: arrestato

Ha picchiato e violentato una prostituta sulla provinciale 32, conosciuta anche con il nome di Novedratese, poi è tornato a casa dalla moglie e dal figlio neonato convinto di averla fatta franca. i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile...

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Ha picchiato e violentato una prostituta sulla provinciale 32, conosciuta anche con il nome di Novedratese, poi è tornato a casa dalla moglie e dal figlio neonato convinto di averla fatta franca. i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cantù, però, lo hanno rintracciato è arrestato. E' successo questa notte. L'uomo, un marocchino di 31 anni residente a Figino Serenza, ha avvicinato in auto una "lucciola" di 25 anni di nazionalità ucraina. Dopo aver contrattato la prestazione l'ha fatta salire a bordo e con lei si è appartato in un posto isolato. L'uomo ha subito fatto capire alla sua vittima di non avere intenzione di pagare e l'ha colpita con due pugni su un fianco. Poi ha abusato di lei. Infine l'ha nuovamente picchiata con almeno due violenti schiaffi in pieno volto. Prima di andarsene ha afferrato la borsa della ragazza ed è scappato.

La giovane è riuscita a chiedere aiuto a un passante. E' stato allertato il 112. Ai carabinieri la ragazza ha raccontato l'accaduto e ha fornito anche una descrizione parziale della vettura usata dal malvivente e la direzione in cui è fuggito. Le immediate indagini effettuate dai carabinieri hanno consentito di rintracciare e trarre in arresto in flagranza il marocchino mentre si trovava nel proprio domicilio di Figino Serenza dove era in compagnia della moglie e del figlio neonato. Nel corso della perquisizione domiciliare è stata rinvenuta la borsa rubata con l'intero contenuto. Il cellulare della ragazza è stato trovato dopo un'attenta ispezione nelle tasche dei jeans appesi ad uno stendino nel soggiorno vicino alla caldaia. L'uomo è stato arrestato e accompagnato presso al carcere Bassone di Como in attesa della convalida del fermo.

La vittima ha riportato solo alcune contusioni e una forte cefalea provocata dallo shock. E' stata medicata all'ospedale di Cantù e dimessa con alcuni giorni di prognosi.

Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a verificare il coinvolgimento del marocchino in analoghi episodi, anche fuori dal territorio provinciale, alcuni dei quali neppure denunciati dalle stesse vittime.
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