Strage di Erba, nuova vita in carcere per Rosa Bazzi: lavoro in una cooperativa per i bambini africani

La donna, condannata all'ergastolo insieme al marito Olindo Romano, si racconta in una lettera al quotidiano Libero

Rosa Bazzi e Olindo Romano

Borse e accessori per una cooperativa sociale a favore dei bambini africani. E' la nuova vita nel carcere di Bollate di Rosa Bazzi, condannata all'ergastolo insieme al marito Olindo Romano per la strage di Erba, l'omicidio di Raffaella Castagna, del figlio Youssef Marzouk, della madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini l'11 dicembre 2006. L'unico superstite, Mario Frigerio (poi deceduto per una malattia nel 2014), è stato il principale teste d'accusa.

La Bazzi si racconta in una lettera al quotidiano Libero (riportata da Ilfattoquotidiano.it), in cui sostiene la propria innocenza e quella del marito, anche dopo che lo scorso luglio la quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza con cui la Corte d’assise d’appello di Brescia aveva dichiarato inammissibile la richiesta di incidente probatorio presentata dalla difesa.
Nella lettera Rosa Bazzi, che non aveva mai rilaschiato dichiarazioni o interviste, ha incluso il disegno di un cespuglio di rose e si dice “gratificata” dal fatto che ci sia “qualcuno che si batte per la verità, a prescindere dall’esito di questa battaglia”.
Dal carcere di Bollate in cui è detenuta la donna racconta di aver avviato un’attività, “strutturata in una cooperativa sociale” con altre tre persone con le quali produce oggetti in cuoio e pelle, come borse e accessori vari che poi vendono sul sito internet della cooperativa.
Con il ricavato, riporta il quotidiano, la cooperativa sostiene progetti per i bambini bisognosi in Africa.”Persino all’interno del carcere, se si hanno volontà e voglia di costruire qualcosa, esiste la possibilità di realizzarla”, conclude la Bazzi.

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